(ANSA) – ROMA, 27 APR – “Accogliamo con favore l’apertura del presidente Renzi a migliorare il ddl Scuola. Abbiamo presentato
una serie di emendamenti che ci auguriamo vengano accolti. Siamo d’accordo sulla centralita’ dell’autonomia delle scuole,purche’ le azioni di sistema di carattere generale, come l’innalzamento della qualita’ delle competenze, la riduzione delle disuguaglianze tra le scuole o la lotta agli abbandoni, siano assunte responsabilmente dall’amministrazione centrale, altrimenti le scuole avrebbero piu’ compiti, ma si troverebbero sprovviste dei mezzi per realizzarli”. Lo afferma la deputata
Milena Santerini, esponente di Democrazia Solidale e capogruppo ‘Pi-Cd’ in commissione Cultura.(ANSA).
Approvata mia Risoluzione su Buona scuola.. Per tutti!
È stata approvata alla VII Commissione Cultura e Istruzione della Camera la mia proposta di Risoluzione sulle modalità di attuazione della Buona scuola. Perché un provvedimento appena prima del decreto che arriverà a giorni e di cui Renzi ha parlato più volte? Proprio perché ritenevo necessario orientare il Governo su questo testo importante per tanti studenti, insegnanti e famiglie.
Ho chiesto una “buona scuola” sì, ma per tutti. Bisogna infatti capovolgere la prospettiva, da piano per l’assunzione dei precari a obiettivi chiari come il contrasto alla dispersione, per cui utilizzare tutte le risorse messe a disposizione dalla Buona scuola. Partiamo quindi dal tenere i ragazzi a scuola e dare loro cultura e competenze, e riformiamo la scuola a loro misura. Vogliamo impegnare il Governo a chiedere che le scuole nel rapporto di autovalutazione diano conto di obiettivi chiari e misurabili nel ridurre gli abbandoni, se vogliamo davvero portare la dispersione al 10% nel 2020 (oggi più del 17%).
Per questo si chiede un rinnovamento delle metodologie didattiche,orientamento e sviluppo delle competenze per affrontare le difficoltà di apprendimento, anche attraverso l’utilizzo dei dipartimenti e delle facoltà universitarie e maggiore attenzione al segmento dell’Istruzione e formazione professionale.
Finalmente, quindi, si proverà a realizzare un vero organico funzionale, per rispondere ai bisogni della scuola. Significa far corrispondere le competenze dei neo-assunti con quelle richieste in classe e non viceversa. Distribuire questi nuovi docenti (da 2 a 5 per ogni scuola) tenendo conto delle aree a elevata complessità sociale (per esempio gli alunni immigrati). Formarli in modo adeguato, specie nell’inglese e nell’informatica, ma anche nel rinnovamento delle metodologie didattiche, fondamentale per rendere la scuola attiva e interessante.
Sui tempi scolastici, chiedo “semplicemente” che si concludano le procedure di inserimento in cattedra entro l’estate, per avviare l’anno scolastico senza continui cambiamenti di insegnanti. Possibile che non si riesca?
Abbiamo dato attenzione alla effettiva parità tra gli studenti dell’intero sistema scolastica, parità trascurata nel documento della Buona scuola.
Infine, le competenze di cittadinanza: sostenere e coordinare i progetti che, nelle scuole, rendono cittadini gli alunni e studenti.
Ora in Parlamento lavoreremo sul decreto e sulla legge-delega. Si apre un cantiere in cui chiedo a tutti suggerimenti e idee. Ma intanto questi impegni siamo riusciti a ottenerli. Vediamo come concretamente si realizzeranno, per ridare fiducia a tanti insegnanti e famiglie stanchi di parole.
Approvato mio odg sui dirigenti scolastici
Il mio ordine del giorno sui dirigenti approvato come raccomandazione al governo
La Camera,
premesso che:
l’articolo 17 del decreto-legge n. 104 del 2013 ha introdotto un nuovo sistema di reclutamento dei dirigenti scolastici, basato su un corso-concorso selettivo di formazione bandito annualmente dalla Scuola nazionale dell’amministrazione per tutti i posti vacanti, disponendo l’abrogazione della disciplina previgente, che prevedeva lo svolgimento delle procedure su base regionale;
l’indizione del nuovo corso-concorso, prevista entro il 31 dicembre 2014 per la copertura dei posti vacanti di dirigente scolastico nelle regioni nelle quali sia esaurita la graduatoria del concorso indetto con D.D.G. 13 luglio 2011, non ha avuto luogo e per questo si è resa necessaria una proroga al 31 marzo 2015;
la necessità della proroga, pur priva di effetti finanziari, dato che le relative assunzioni avverranno nell’ambito delle ordinarie facoltà assunzionali, dimostra la complessità della procedura prevista per legge che comporta, prima del bando, la definizione di un regolamento, per il quale è necessario acquisire il preventivo concerto del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, nonché il parere del Consiglio di Stato;
nella più ottimistica delle previsioni dunque i nuovi presidi non verranno insediati prima di settembre 2016 ed in assenza di un repentino ricambio, si assiste ad un ulteriore incremento del numero delle reggenze di molti istituti, che restano così senza un dirigente titolare,
impegna il Governo
a valutare gli effetti applicativi delle disposizioni richiamate in premessa, al fine di adottare iniziative normative per sanare l’eventuale carenza di dirigenti già a partire dal prossimo anno scolastico, prevedendo un coinvolgimento dei dirigenti stessi nella scrittura del Regolamento per l’attuazione del corso-concorso per l’assunzione di dirigenti scolastici o una sua eventuale modifica, al fine di rendere più snelle ed efficaci le procedure concorsuali.
9/2803/131. Santerini.
RAPPORTO NO ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA
SCUOLA: BOLDRINI, DISPERSIONE DRAMMATICA, SERVE STRATEGIA COMMISSIONE CULTURA, ARRIVARE A 10% ENTRO 2020
(ANSA) – ROMA, 27 NOV – “Il dato piu’ prudente sulla dispersione scolastica e’ attorno al 17% e di per se’ e’ un dato drammatico. Quello che bisogna fare e’ mettere in atto una strategia per contrastare” il fenomeno. “Bisogna lavorare sulle cause della dispersione. Non e’ accettabile in una democrazia come la nostra che oltre il 17% dei giovani abbandonino il ciclo scolastico”. Lo ha affermato il presidente della Camera, Laura Boldrini, durante la presentazione, oggi a Montecitorio, di una proposta di strategia contro la dispersione scolastica elaborata dalla Commissione Cultura e Istruzione. L’obiettivo della strategia, ha spiegato Milena Santerini, capogruppo di Per l’Italia in Commissione, e’ portare la dispersione scolastica in Italia a quota 10% entro il 2020. Occorrono quindi, tra le altre cose “anagrafi integrate per acquisire dati certi” sulla situazione, strategie preventive gia’ dall’infanzia con ad esempio l’incremento di accesso agli asili nido; riordinare i cicli (con un’eventuale sperimentazione di un riordino del ciclo della secondaria di 4 anni), migliorare l’orientamento e valorizzare l’istruzione tecnica. Contro la dispersione, ha osservato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, occorre comunque “un intervento complessivo. La buona scuola e’ una risposta alla dispersione”, anche perche’ prevede, tra le altre cose, “le scuole aperte, una didattica flessibile e multidisciplinare e docenti stabili”. L’analisi della Commissione ricorda che in media il 17,6% degli studenti abbandona la scuola, con “differenze significative tra le regioni. Si passa dal 12,8% di Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Abruzzo al 25,8% della Sardegna, al 25% della Sicilia al 21,8% della Campania”. “L’abbandono scolastico – ha concluso Boldrini – rappresenta anche un costo per la collettivita’: secondo una recente indagine promossa da WeWorld Intervita, insieme alla Associazione Bruno Trentin e alla Fondazione Giovanni Agnelli, l’azzeramento della dispersione scolastica potrebbe avere un impatto sul PIL compreso tra l’1,4% e il 6,8%. Si tratta di un’incidenza molto significativa, che ci da’ la misura di come questo fenomeno gravi cosi’ pesantemente sull’economia e la crescita del nostro Paese”.(ANSA).

INTERVENTO SU TUTTOSCUOLA
Cari amici di Tuttoscuola,
ho letto con attenzione il Dossier 6 idee per la scuola, animato da approfondita conoscenza dei problemi e ricerca di soluzioni fattibili e vorrei dare il mio contributo alla pubblica discussione.
In questo momento il DL che chiamerei “Fare scuola” è in discussione alla VII Commissione della Camera e per me (e per i colleghi deputati) sono importantissimi tutti i contributi come il vostro, oltre a quello dei cittadini, dei docenti, degli studenti. Certo, le diverse voci rispecchiano vari punti di vista e anche diverse idee di scuola. Per questo vorrei sottolineare soprattutto il metodo con cui vorrei che si procedesse in Parlamento, a partire dall’ascolto di tutte queste opinioni.
Collocare ogni riforma o misura per la scuola nel contesto attuale: quello di una scuola stanca e ormai per molti versi anacronistica, che deve fare i conti con un nuovo modo di apprendere e pensare dei ragazzi: un pensiero condiviso, socializzato, alle prese con una mole immensa di informazioni sempre accessibili. Partiamo da qui per ripensare l’insegnamento, le risorse, i tempi, i locali. Siamo poi in una società globale: vogliamo fare i conti con una società cambiata e per certi versi “ demograficamente salvata” dai nuovi italiani figli di immigrati? Va posto il tema delle disuguaglianze regionali, approfondito da Tuttoscuola . Ancora: il sistema scolastico è unico, ma le paritarie sono ancora neglette. Insomma, da queste analisi bisogna partire per innovare, non basta “distribuire” le poche risorse a pioggia.
Scegliere l’interesse generale senza inseguire corporativismi. In una crisi economica senza precedenti, va considerato che la migliore strategia per uscirne non è solo risparmiare ma soprattutto spendere meglio in settori strategici come la formazione. Ma ha senso che le diverse categorie si diano battaglia nel campo della scuola? l’interesse generale non sempre coincide con quello particolaristico. A questo proposito aprire con coraggio il tema dell’avanzamento di carriera dei docenti è a mio parere doveroso. Ugualmente, investire sulla valutazione e l’autovalutazione delle scuole, dei docenti, degli studenti (il nucleo di autovalutazione va realizzato). La formazione obbligatoria dei docenti è fondamentale, ad esempio sui BES, e realizzabile anche senza troppo dispendio se creeremo, come propongo, una alleanza tra scuola e Università.
Così come, nel reclutamento e nelle abilitazioni, bisogna evitare di dare messaggi di disimpegno a chi ha investito sullo studio: chi ha vinto i TFA ordinari, chi ha conseguito una Laurea in Formazione Primaria, chi ha buoni voti alle scuole superiori e alla maturità… I meccanismi per incentivare questo tipo di merito (non quello ereditato solo dalla classe sociale di appartenenza) vanno trovati, altrimenti prevalgono solo parametri come l’anzianità o vince la ricerca del consenso elettorale.
Imparare dalla ricerca. E’ importante ritessere il rapporto tra la ricerca psicopedagogica e le decisioni politiche, oggi troppo distanti. Se studi evidence-based e esperienze internazionali analizzano molti fenomeni e aiutano a trovare soluzioni, perché non utilizzarli? sulla dispersione, sui BES, sulla scuola aperta, sull’alternanza scuola-lavoro e su molti altri temi possiamo essere aiutati nel prendere decisioni motivate.
SCUOLA. SANTERINI (SC): FINALMENTE TORNA IN PRIMO PIANO MA PRIORITÀ SONO DISPERSIONE E RECLUTAMENTO INSEGNANTI
Decreto scuola: prime osservazioni
(DIRE) Roma, 9 set. – “I provvedimenti del Governo vanno positivamente verso la stabilizzazione degli insegnanti di sostegno, welfare scolastico e orientamento. Ma occorre dare vera responsabilita’ alla scuola, statale e non statale: rendere effettivo il sistema di valutazione col reclutamento di nuovi ispettori, scegliere come via maestra i concorsi, che vanno migliorati ma non sospesi; va riconosciuto il merito di chi ha superato una selezione come nei TFA, ha conseguito la laurea in formazione primaria o ha buoni risultati scolastici”. Lo dice Milena Santerini, capogruppo di Scelta Civica in Commissione Cultura e Istruzione della Camera, a proposito del dl sulla scuola approvato oggi dal Cdm. “Bisogna affrontare i problemi della scuola dalla parte degli studenti- aggiunge-, soprattutto di quelli che lasciano le classi: anagrafe e monitoraggi delle assenze frequenti per prevenire gli abbandoni, formazione obbligatoria dei docenti per prevenire la dispersione, utilizzo degli educatori professionali in partenariato con gli insegnanti, verifica dell’efficacia e disseminazione delle buone pratiche”. (Com/Vid/ Dire) 13:59 09-09-13
NASCE IL FORUM SCUOLA E CITTADINANZA
Nella giornata di ieri, giovedì 27 giugno, l’On. Santerini ha dato il via ai lavori del forum Scuola e Cittadinanza al quale hanno preso parte il Sottosegretario Galletti del Ministro all’Istruzione oltre alle associazioni di studenti e genitori, Telefono Azzurro, la Fondazione Agnelli, il Garante per l’Infanzia della Regione Lazio, la Società italiana pedagogisti, la Fondazione Intercultura e Cittadinanza attiva.
Quest’iniziativa fortemente voluta dall’On. Santerini capogruppo di Scelta Civica in commissione cultura della camera, nasce con lo scopo di voler mettere in comunicazione le diverse rappresentanze del mondo della scuola: Studenti, Genitori, Docenti, Presidi ma anche le figure professionali che vi ruotano attorno come pedagogisti. Attorno ai diversi soggetti si vuole creare un dialogo in cui al centro vi sia la scuola e il suo sviluppo per renderla moderna ed efficiente che formi persone sia sotto l’aspetto nozionistico sia sotto l’aspetto umano. L’incontro di oggi che ha dato il via ai lavori è servito per mettere sul tavolo le aspettative e le problematiche del mondo della scuola vista dalle diverse associazioni. È emersa un grandissimo consenso e concordanza sull’affermazione dell’On. Santerini sul fatto che la scuola necessiti di maggior autonomia e meno vincoli, in modo tale da potersi legare alle esigenze sia geografiche che sociali del territorio in cui va a situarsi andando così a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica grazie ad interventi mirati effettuati dalle singole scuole che conoscono le realtà ed i motivi dell’abbandono scolastico che coinvolgono la propria zona. Quest’autonomia è volta anche a creare una maggior equità tra le diverse scuole e permettere a tutte le scuole di eccellere e questo sia tra le diverse scuole ma anche all’interno di uno stesso istituto che a volte presenta differenze tra una classe e l’altra. L’altro punto fondamentale toccato in riunione e che ha visto d’accordo tutti i presenti è la qualità sostanziale, fatta anche attraverso criteri di valutazione del corpo docente ma che non si basi solo sugli invalsi.
Tutti obbiettivi questi, molto importanti. Oggi sono iniziati i lavori per avere domani una scuola migliore.
Sotto la lettera di convocazione
Cari amici,
nell’ambito delle attività che Scelta Civica per l’Italia starealizzando a favore dell’istruzione e del sapere, intendiamo aprire una riflessione sulla scuola come sistema integrato che coinvolge la comunità, in cui cittadini, genitori, educatorisostengono un progetto di trasmissione di valori democratici e dove si realizza una larga distribuzione di autorità educativa.
Per rispondere ai bisogni educativi e di istruzione abbiamo bisogno, infatti, di tutte le componenti della società, in modo da rafforzare il sistema pubblico ( statale e paritario) oggi troppo debole davanti alle nuove sfide educative.
La scuola dei cittadini è una delle espressioni di nuova governance socialeche deve avere una sempre maggiore partecipazione: uno sforzo comune operato da tutte le componenti della società, una buona prassi che dovremmo realizzare in più settori. Si tratta di una vera alleanza educativa, la stessa di cui necessita il sistema Italia per ripartire dalla crisi.
Per discutere questi temi e concordare eventuali iniziative comuni, vi invitiamo a partecipare al Forum Scuola e cittadinanza, una consulta che radunerà singoli e associazioni che rappresentano insegnanti, studenti, famiglie, agenzie educative, volontariato e che si riunirà periodicamente per dibattere su come rafforzare il legame tra la scuola e i cittadini.
Vi chiediamo, quindi, disegnalare la vostra partecipazione all’incontro che si svolgerà il giorno.
27 giugno 2013 alle 10.30
Aula De Gasperi,Gruppo scelta civica per l’Italia
Via Uffici delvicario 11 (V piano) Roma
INTERROGAZIONE SULLA QUESTIONE GAE: GRADUATORIE AD ESAURIMENTO PER LA DOCENZA
Si tratta di una interrogazione per risolvere una questione di disparità tra giovani laureati iscritti al medesimo corso di laurea, che hanno avviato il loro percorso di studi in Scienze della Formazione Primaria ( ordinamento quadriennale) e che sono rimasti esclusi dalle graduatorie perchè il Miur ha fissato un termine perentorio entro il quale iscriversi avendo conseguito la laurea. Di conseguenza coloro che stanno terminando o che hanno terminato il loro cicolo di studi con la laurea dopo il termine posto dal Miur risultano esclusi dalle Graduatorie ad Esaurimento per la docenza. Questa interrogazione è volta a trovare una soluzione per questi giovani laureati, tuttavia non rappresenta una eccezione alla questione dell’assunzione in ruolo della docenza, tema che andrà ridiscusso assieme a quello della formazione del personale docente.
Interrogazione a risposta immediata in commissione
Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Per sapere, premesso che:
il comma 2-ter dell’articolo 14 del decreto legge 29 dicembre 2011, n.216, ha istituito una fascia aggiuntiva alle graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni;
tali graduatorie restano comunque chiuse limitatamente ai docenti che hanno conseguito l’abilitazione dopo aver frequentato …omissis… il secondo e il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A, nonché i corsi di laurea in scienze della formazione primaria negli anni accademici 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011;
il Decreto ministeriale n. 53/2012 ha fissato i termini per l’inserimento nelle predette graduatorie aggiuntive a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013. In particolare, l’articolo 1, comma 1 prevede che “ possono presentare domanda di inclusione in una fascia aggiuntiva alla III fascia delle graduatorie ad esaurimento costituite in applicazione del D.M. 12 maggio 2011 n. 44, modificato dal D.M. 26 maggio 2011 n. 47, i docenti che negli anni accademici 2008/09, 2009/10 e 2010/11 hanno conseguito l’abilitazione dopo aver frequentato …omissis.. il secondo e il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A, nonché i corsi di laurea in scienze della formazione primaria.”;
secondo l’articolo 10 del predetto decreto le domande di inserimento nella nuova fascia andavano presentate entro e non oltre il termine del 10 luglio 2012;
tale termine perentorio ha escluso, di fatto, tutti quei docenti che avrebbero conseguito l’abilitazione, presso le Facoltà di Scienza della Formazione primaria quadriennale e mediante il secondo e il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale, successivamente a tale data;
è molto probabile, se non certo, che il mancato inserimento nella fascia aggiuntiva, per motivi legati alla data di conseguimento della Laurea, (fatto non previsto né dal regolamento di facoltà, né dalla normativa di riferimento per l’inserimento in graduatoria prevista all’atto dell’immatricolazione al corso medesimo), produrrà un considerevole contenzioso;
considerato che il mancato inserimento nella fascia aggiuntiva di coloro che non hanno presentato domanda di inserimento entro il termine del 10 luglio 2012 costituisce una chiara disparità tra colleghi che hanno avviato un percorso formativo con indicazioni del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca;
tale disparità pone in condizione diversa studenti iscritti al medesimo corso di laurea; ciò si eviterebbe includendo nella graduatoria tutti coloro che conseguiranno la laurea in Scienze della Formazione Primaria immatricolati con l’ordinamento quadriennale (Decreto MURST 26 maggio 1998 pubblicato sulla GU 3 luglio 1998, n. 153) si tratta, infatti, di giovani laureati per i quali non si chiede una eccezione, ma solo di ristabilire una condizione di equità, in quanto essi hanno iniziato il percorso formativo facendo in tal modo un investimento che rischia di essere vanificato;
quali iniziative urgenti, anche di tipo normativo, intenda adottare, al fine di ripristinare condizioni paritarie di trattamento tra coloro che hanno conseguito la laurea in scienza della formazione primaria quadriennale al fine di evitare un costoso ed inutile contenzioso che potrebbe scaturire dal perdurare di tale obiettiva situazione di iniquità.
On. Milena Santerini
LA SCUOLA TORNI AL CENTRO DELL’AGENDA POLITICA, LA MOZIONE DI SANTERINI (SC) SULLA SCUOLA
(9Colonne) Roma, 11 GIU. – “Rimettere la scuola e l’universital centro dell’agenda politica. Promuovere una trasformazione del sistema integrato di istruzione con il potenziamento dell’autonomia, della valutazione e autovalutazione degli obiettivi, con un’apertura alla sussidiarietá orizzontale e una qualificazione della formazione dei docenti”. Questi i quattro punti proposti dal capogruppo di Scelta Civica in commissione Cultura, Milena Santerini, nella mozione di Sc di cui é prima firmataria illustrata stamane nell’Aula di Montecitorio. “Chiediamo al governo – ha sottolineato Santerini – di impegnarsi ad investire non solo con maggiori risorse nell’equitdella scuola come luogo di cittadinanza, ma anche a liberare le scuole dalla burocrazia; a pensare alla qualita partire dagli obiettivi; a considerare la scuola come un bene comune e alla formazione dei docenti come diritto-dovere”. (PO / red) 111451 GIU 13
MILENA SANTERINI. Signor Presidente e onorevoli colleghi, la mozione da noi presentata intende non solo ribadire che la scuola, l’università, la ricerca e la cultura costituiscono un bene fondamentale per il Paese, ma soprattutto porre l’attenzione del Governo su alcuni nodi fondamentali su cui investire energie e risorse. Non basta cioè dire che la cultura, la scuola e l’università sono un bene fondamentale. Il ruolo della cultura e del sistema di formazione in particolare, risiede nell’attuazione del principio di una reale giustizia educativa, cioè il passaggio dalla proclamazione di pari opportunità di accesso alla responsabilità dei sistemi formativi nel produrre uguali possibilità di riuscita, facendosi carico delle differenze individuali e sociali a garanzia di una mobilità sociale che è indispensabile in una società democratica.
Quindi un sistema di istruzione deve essere realizzato secondo parametri non solo di efficienza, ma di equità e non solo attraverso parametri di carattere economico, ma anche sociale ed ambientale,come ha mostrato il rapporto CNEL ISTAT sul benessere equo e sostenibile.Anche la relazione del gruppo cosiddetto dei saggi dell’aprile 2013 indica tra le priorità la lotta agli squilibri tra le aree del Paese ed anche tra le singole scuole,messi in evidenza, tra gli altri, dai test Invalsi, dai dati OCSE-PISA e da tanti rapporti di Tuttoscuola e dalla fondazione Agnelli.
In realtà ancora oggi il successo scolastico e formativo è condizionato dalle origini socio-economiche dei bambini e dei ragazzi, tanto che la probabilità di essere in ritardo alla fine delle medie da parte di uno studente figlio di genitori con licenza media è quattro volte superiore a quella del compagno figlio di genitori laureati.
Sappiamo anche che appare particolarmente grave la carenza di sicurezza generata dallo stato di incuria dell’edilizia scolastica, su cui il Ministro dell’istruzione,dell’università e della ricerca ha focalizzato l’attenzione.
Ancora, il nodo storico del reclutamento richiede decisioni coraggiose, ma anche orientate ad una prospettiva di futuro e di ringiovanimento del corpo docente, dato che il nostro corpo insegnante ha in media 50 anni, una delle medie più alte d’Europa.
I salari dei docenti – lo sappiamo – restano tra i più bassi d’Europa, con il massimo, iltopdello stipendio che arriva dop o 35 anni di carriera. È evidente che di fronte ad un quadro di questo genere è necessario investire più risorse. Il depauperamento della scuola e dell’università deve finire ed il Governo, così come ha fatto quello precedente,deve imprimere una forte inversione all’impoverimento dell’istruzione ed alla marginalizzazione della cultura. Dal 2008 al 2011 si è avuta una riduzione di spesa di circa il 5 per cento per la scuola, del 10,5 per l’università e del 14,7 per la ricerca e sappiamo bene come la spesa per l’istruzione, rapportata al PIL,sia largamente inferiore alla media OCSE.
Sarebbe però limitante, di fronte a problemi di carattere globale, analizzare solo gli aspetti quantitativi senza vedere quanto occorra agire sulla scuola anche dal punto di vista qualitativo. Sono le idee per la crescita della scuola, dell’università e della cultura quello di cui abbiamo bisogno ora, idee per la crescita, non solo reclamare fondi. Sintetizzerei questo orientamento con un’immagine: non solo più politiche per la scuola o sulla scuola,ma politiche con la scuola.
Per questo riteniamo che le riforme da effettuare non possano venire dall’esterno, ma dall’interno del sistema, rendendo protagonisti studenti, insegnanti, famiglie. La nostra mozione intende, quindi, chiedere di rendere effettiva l’autonomia delle scuole liberandole da vincoli eccessivamente burocratici e introducendo una maggiore libertà di sperimentazione per gli istituti, pur nel controllo delle performance complessive in uscita. L’obiettivo strategico dell’attivazione di una larga autonomia vale, sia per gli istituti scolastici, sia per gli atenei, con una responsabilizzazione piena dei vertici. La valutazione e l’autovalutazione delle scuole e degli atenei costituiscono la via maestra per evitare sprechi e valorizzare la qualità. Vanno messe a regime, rafforzando il sistemanazionale di valutazione delle scuole pubbliche, con il regolamento approvato nel marzo scorso.
La cooperazione degli studenti e delle famiglie va promossa, facilitando tutte le forme di partecipazione anche economica alla vita delle istituzioni scolastiche e universitarie nella prospettiva di una sussidiarietà orizzontale, espressa dall’articolo 118 della Costituzione, concretizzando la possibilità di perseguire lo sviluppo della cultura come interesse generale da parte dei cittadini. Riteniamo anche che sia necessario che il Governo agisca sul nodo storico del reclutamento degli insegnanti,cercando di contemperare i diritti dei docenti precari e quello dei giovani laureati, promuovendo un auspicato ricambio generazionale e favorendo l’aumento del numero dei docenti maschi in un insegnamento che negli ultimi anni si è notevolmente femminilizzato. In particolare, il meccanismo dei concorsi, che va messo stabilmente a regime, presenta notevoli criticità per quanto riguarda i contenuti delle prove, nonché la competenza e le condizioni di lavoro degli esaminatori.