Ordine del giorno sugli aiuti alimentari ai poveri.

Ordine del giorno sugli aiuti alimentari ai poveri.

La Camera, premesso che: secondo l’ultimo rapporto Istat l’11,1 per cento delle famiglie italiane, pari a 8,2 milioni di individui, versa in condizioni di povertà relativa mentre il 5,2 per cento delle famiglie, per un totale di 3,4 milioni di individui, versa in condizioni di povertà assoluta, ovvero non è in grado di acquisire i beni e i servizi necessari a raggiungere uno standard di vita minimo accettabile; da sempre l’aiuto alimentare è il primo intervento che si effettua in ogni percorso di reinserimento sociale e storicamente il sostegno più significativo in tal senso è sempre pervenuto da organizzazioni non profit che operano in modo capillare sul territorio e utilizzano, per la distribuzione di alimenti agli indigenti, prodotti donati dalle imprese, contribuendo a ridurre sensibilmente gli sprechi alimentari presenti nella produzione e nella distribuzione; il PEAD è il più importante aiuto pubblico per la distribuzione di alimenti ai poveri ed opera, da oltre 20 anni, nell’ambito della Politica agricola comune (PAC) dell’Unione europea e gestito in Italia dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) in concorso con la rete nazionale di enti caritativi presenti sul territorio nazionale; a partire dal 2014 questo programma, che nel corso degli anni è arrivato a raggiungere circa 3,5 milioni di persone, non avrà più luogo per l’indisponibilità di alcuni Stati membri dell’Unione europea a finanziare attraverso la nuova PAC l’acquisto di generi alimentari per scopi sociali. A livello europeo verrà sostituito da un nuovo Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) che tuttavia presenta numerose differenze rispetto al precedente programma; il decreto-legge n.83 del 2012, ha istituito un fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari agli indigenti, per aumentare la quota di cibo recuperato nella filiera alimentare, sottraendolo alle varie forme di spreco oggi esistenti; tale distribuzione non rappresenta tanto un aiuto di tipo assistenziale, ma permette anche l’attivazione di una rete di sostegno a favore di famiglie, singoli, persone anziane e immigrati. Tale rete consente di personalizzare gli interventi, che rischiano altrimenti di essere sottoposti solo a criteri burocratici; il comma 139 della legge di stabilità prevede un rifinanziamento del predetto fondo nella misura di 10 milioni per il 2014, che risulta insufficiente a soddisfare le attuali necessità, impegna il Governo a valutare l’opportunità di assumere iniziative volte a reperire ulteriori risorse a quelle previste dalla attuale legge di stabilità al fine di consentire un adeguato sostegno a questo tipo di intervento, che grazie alla capillare opera sul territorio di organizzazioni non profit ha permesso la distribuzione degli alimenti a persone e famiglie in difficoltà.
qui il testo da Dati Camera.

IL NON PROFIT PER IL LAVORO: EMENDAMENTO AL JOBS ACT.

La Commissione Lavoro della Camera ha accolto  l’emendamento,che mi vede prima firmataria, del Gruppo Per l’Italia che valorizza nel jobs act, come criterio direttivo, la sinergia con il terzo settore e gli operatori dell’istruzione. Ci sembra un risultato positivo che supera la tradizionale dicotomia tra pubblico e privato, indicando la via di un maggiore coordinamento tra l’ambito produttivo e le forze vive del sociale.

Infatti, sarebbe anacronistico potenziare il volontariato, l’associazionismo, l’impresa sociale e il Terzo settore in genere, come un mondo a parte. Il No profit non è un ambito separato da sostenere in modo assistenziale ma un modo, un approccio, cioè quello solidale, con cui affrontare anche la disoccupazione.

Notiamo però che non sono stati approvati emendamenti altrettanto importanti che inserivano nella Delega lavoro il tema della povertà, troppo trascurato. Chiedevamo di mettere a sistema la lotta contro la povertà attraverso progetti di sostegno al reddito condizionato a politiche attive del lavoro, utilizzando anche il Fondo Sociale Europeo. Un’occasione persa, che chiediamo al Governo di ripensare accogliendo le nostre proposte di sperimentazione di nuove forme di sostegno al reddito.

COOPERAZIONE. SANTERINI: OK A RIFORMA PUÒ CONNOTARE LEGISLATURA

(DIRE) Roma, 16 lug. – “L’approvazione della pdl sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo, assieme a quella sulla cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, sarebbe un grande segnale di impatto sociale. Apprezziamo questo testo di riforma attesa da piu’ di 25 anni, che ha il pregio di modernizzare la disciplina della cooperazione rispetto alle sfide globali che attendono l’Italia e, ne siamo convinti, operera’ nella direzione di un autentico cambiamento culturale e strutturale del Paese”. Lo dichiara la deputata del gruppo parlamentare Per l’Italia Milena Santerini, prima firmataria di una delle tre proposte di legge sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo all’esame dell’Aula della Camera. “L’Italia- sottolinea Santerini- ha troppo spesso trascurato la cooperazione, attraverso cui si produce sicurezza e sviluppo e si creano le condizioni per la pace. Solo grazie all’operato del Ministero per la Cooperazione e l’integrazione retto da Andrea Riccardi nel Governo Monti il paese ha invertito la tendenza di diminuire le risorse e ha ricominciato a credere nella cooperazione come elemento di credibilita’ della politica estera. Il provvedimento ridisegna l’assetto di una cooperazione ‘open’ realizzata da enti locali, ong, associazioni di immigrati, con una cabina di regia forte e sovraordinata che ne permette il coordinamento, raccogliendo e convocando tutti gli attori, pubblici e privati, che operano nell’ambito del sistema Italia”.

“LOTTA A POVERTÀ ENTRI IN AGENDA POLITICA”

“La lotta alla poverta’ deve entrare con decisione nell’agenda politica. I sei milioni di poveri in Italia sembrano invisibili, ma vanno considerati prioritari nell’azionedel Governo e del Parlamento, se davvero vogliamo ridurre di 2,2milioni le persone in condizioni di esclusione sociale entro il 2020.Per questo proponiamo al Governo un ‘social compact’ per destinare piu’ risorse alla lotta alla poverta’ in Italia e in Europa”. Lo ha affermato la deputata del gruppo parlamentare ‘Perl’Italia’ Milena Santerini durante l’incontro “Lotta alla poverta’: proposte per l’inclusione sociale” organizzato daDemocrazia solidale (Demo.S) alla Camera, alla presenza di associazioni, volontari e terzo settore.
“Si tratta di mettere a sistema – ha sottolineato Santerini – le varie misure come la social card, collegandole ai Pon e al Fondo sociale europeo per raggiungere almeno 200mila persone reinserendole nel lavoro attraverso un accompagnamento sociale. Ma il semplice trasferimento monetario non basta; Democrazia solidale propone, per questo, che si potenzi e valorizzi la grande rete del volontariato, del terzo settore, delle imprese sociali, alla base
di un welfare comunitario e non assistenziale”.

APPROVATA LA NUOVA LEGGE SULLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

È stata approvata la nuova legge sulla cooperazione internazionale. Dal 1987 si susseguivano progetti di riforma ed ora si è raggiunto l’obiettivo di modernizzare e adeguare la politica della cooperazione. In passato il disinvestimento italiano è stato scandaloso, tanto che eravamo agli ultimi posti nella classifica OCSE. Un’inversione di tendenza si era avuta solo con il Ministro Riccardi che aveva tra l’altro ricoperto il ruolo di ministro della cooperazione internazionale e dell’integrazione. Ora si persegue nella volontà di rilancio.

Non è difficile capire che la cooperazione è una politica intelligente, l’unica in un modo interdipendente. Dire “pensiamo prima a noi, poi agli altri” denota solo miopia politica.

Certo, nel progetto di legge di cui sono firmataria avevamo proposto un rafforzamento ancora maggiore, ma il risultato di un Vice-ministro ad hoc all’interno del Ministero agli Affari Esteri (che cambia nome e è diventa MAECI) è comunque positivo. Viene poi creata l’Agenzia italiana per la cooperazione per gestire i finanziamenti. Il coordinamento è affidato al Comitato interministeriale. La Cassa depositi e prestiti intercetterà i fondi.

Una delle novità più rilevanti riguarda la messa a sistema di tutti i soggetti, soprattutto non profit. La cooperazione è di tutti! Pubblico e privati, ONG, volontariato, parrocchie e associazioni di immigrati da tempo lavorano, spesso silenziosamente, per progetti efficaci. La legge formalizza questo modello “open”.

Punto molto importante del dibattito in Commissione è stato l’accoglimento del nostro emendamento volto a prevedere che le attività di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario svolte siano da considerarsi, ai fini fiscali, attività di natura non commerciale: è così importante perché permette davvero che la cooperazione possa diventare attività diffusa nella società civile.

Tutto questo sarà veramente una riforma utile a condizione però che si faccia davvero sistema evitando l’effetto di sovrapposizione dei diversi soggetti interessati, e che si valutino gli interventi. Stanza una valutazione efficace si rischia di ripetere errori pesanti del passato.

COOPERAZIONE. SANTERINI: OK A RIFORMA PUO’ CONNOTARE LEGISLATURA

(DIRE) Roma, 16 lug. – “L’approvazione della pdl sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo, assieme a quella sulla cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, sarebbe un grande segnale di impatto sociale. Apprezziamo questo testo di riforma attesa da piu’ di 25 anni, che ha il pregio di modernizzare la disciplina della cooperazione rispetto alle sfide globali che attendono l’Italia e, ne siamo convinti, operera’ nella direzione di un autentico cambiamento culturale e strutturale del Paese”.

Lo dichiara la deputata del gruppo parlamentare Per l’Italia Milena Santerini, prima firmataria di una delle tre proposte di legge sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo all’esame dell’Aula della Camera. “L’Italia- sottolinea Santerini- ha troppo spesso trascurato la cooperazione, attraverso cui si produce sicurezza e sviluppo e si creano le condizioni per la pace. Solo grazie all’operato del Ministero per la Cooperazione e l’integrazione retto da Andrea Riccardi nel Governo Monti il paese ha invertito la tendenza di diminuire le risorse e ha ricominciato a credere nella cooperazione come elemento di credibilita’ della politica estera. Il provvedimento ridisegna l’assetto di una cooperazione ‘open’ realizzata da enti locali, ong, associazioni di immigrati, con una cabina di regia forte e sovraordinata che ne permette il coordinamento, raccogliendo e convocando tutti gli attori, pubblici e privati, che operano nell’ambito del sistema Italia”.

DL CARCERI, NUOVI CONCORSI PER GLI EDUCATORI IN CARCERE

(Public Policy) – Roma, 5 feb – Il Governo ha accolto come ‘raccomandazione’ l’ordine del giorno presentato in Aula alla Camera, al decreto carceri , per l’attivazione di percorsi formativi del personale carcerario. La raccomandazione, a prima firma della deputata di Per l’Italia Milena Santerini, chiede “di aprire nuove procedure concorsuali per l’assunzione di educatori esperti nelle discipline pedagogiche, formative, educative ” da inserire negli istituti di pena. E ancora: “Valutare l’opportunità di valorizzare con apposite norme la figura dell’educatore penitenziario e la sua specificità professionale, caratterizzata da una formazione umanistica e da una conseguente speciale sensibilità nei confronti della storia complessiva e del vissuto dei detenuti”. In ultimo, la raccomandazione PI, chiede di “attivare percorsi formativi del personale carcerario attraverso esperti del settore formativo,educativo, pedagogico, in modo da garantire formazione continua a quelle professionalità cui sono richiesti compiti delicati all’interno degli istituti di detenzione e pena”.(Public Policy)

DL CARCERI: SANTERINI (PI), SERVE DIBATTITO IN AULA

(ANSA) – ROMA, 3 FEB – “I popolari Per l’Italia guardano con favore all’impegno del governo per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri, anche alla luce del recente monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Non sono pero’ solo le sanzioni della Corte europea dei diritti dell’uomo a obbligarci ad intervenire, ma la stessa difesa della dignita’ dei detenuti. L’ostruzionismo, spesso pretestuoso, da parte delle opposizioni non ha permesso gli approfondimenti necessari in commissione, soprattutto sulla liberazione anticipata speciale.

Chiediamo pertanto un ampio dibattito in Aula e, una volta approvato il decreto, interventi ulteriori che seguano la strada aperta da questo provvedimento affinche’ si tuteli il diritto fondamentale del detenuto a vivere in carcere con dignita'”.

POVERTA’: SANTERINI (PI), PER USCIRNE PUNTARE SU TERZO SETTORE

(AGENPARL) -Roma, 15 gen – “Per uscire dalla povertà non basta invocare più risorse, ma puntare anche sul terzo settore. La mozione dei popolari Per l’Italia in discussione oggi alla Camera riprende non a caso le proposte di un gruppo di associazioni di volontariato che da anni l’esclusione la combattono sul campo. Accanto a misure strutturali volte a combattere la disoccupazione e dare sostegno alle famiglie, occorre far leva su ciò che i cittadini possono per fare per gli altri”.

Lo dichiara in una nota la deputata dei popolari Per l’Italia Milena Santerini a proposito della mozione sul contrasto alla poverta’ in discussione alla Camera.

“In questo senso – sottolinea Santerini – il programma Per l’Italia ‘Community act’ prevede, tra le altre, due proposte. La prima vuole stabilizzare l’istituto del ‘cinque x mille’ individuando risorse che vanno al non profit per i progetti diretti ad anziani, bambini, immigrati, disabili: il governo deve garantire certezze a chi lavora senza profitto per i più deboli.

La seconda chiede di finanziare gli aiuti alimentari forniti da gruppi e associazioni accanto alla social card. Le due misure non devono essere concorrenti, ma complementari: la carta fornisce un aiuto diretto ai singoli; gli aiuti, invece, passano attraverso la grande rete di relazioni umane e sociali del terzo settore. Il sostegno al non profit è una vera chiave politica per uscire dalla crisi. Sarebbe un grave errore se il governo non cogliesse questa opportunità”.

LEGGE STABILITÀ: SANTERINI”DELUSE RICHIESTE EQUITÀ E SOLIDARIETÀ NON PROFIT”

ROMA (ITALPRESS) – “La legge di Stabilita’ delude le richieste di equita’ e solidarieta’ del ‘non profit’. Il gruppo Per L’Italia aveva presentato emendamenti di rilievo sul piano della valorizzazione del terzo settore, delle onlus, delle famiglie, delle scuole paritarie”. Lo afferma la deputata del gruppo Per L’Italia, Milena Santerini. “Durante l’esame in commissione Bilancio – aggiunge – alcune nostre proposte di rilievo per sostenere il vasto mondo del volontariato e della cooperazione sono state tuttavia respinte o, al meglio, ridimensionate. Le donazioni dei cittadini attraverso il ‘5 per mille’ saranno ridotte e non si intravede la possibilita’, piu’ volte richiesta, di stabilizzarle; il testo finale della legge non prevede la formazione dei docenti per i ‘Bes’ (bisogni educativi speciali); bocciata anche la proposta di una carta per sostenere le famiglie in difficolta’; gli aiuti alimentari agli indigenti vengono fortemente ridotti. Il neo-costituito gruppo Per l’Italia, che raccoglie l’esperienza di parlamentari provenienti anche dalla societa’ civile particolarmente sensibili ai problemi dell’associazionismo e della famiglia, rivolge pertanto a governo, Parlamento e forze politiche un appello a una maggiore responsabilita’ nei confronti dell’emergenza sociale, che colpisce soprattutto i piu’ deboli”, conclude Santerini.ROMA (ITALPRESS) – “La legge di Stabilita’ delude le richieste di equita’ e solidarieta’ del ‘non profit’. Il gruppo Per L’Italia aveva presentato emendamenti di rilievo sul piano della valorizzazione del terzo settore, delle onlus, delle famiglie, delle scuole paritarie”. Lo afferma la deputata del gruppo Per L’Italia, Milena Santerini. “Durante l’esame in commissione Bilancio – aggiunge – alcune nostre proposte di rilievo per sostenere il vasto mondo del volontariato e della cooperazione sono state tuttavia respinte o, al meglio, ridimensionate. Le donazioni dei cittadini attraverso il ‘5 per mille’ saranno ridotte e non si intravede la possibilita’, piu’ volte richiesta, di stabilizzarle; il testo finale della legge non prevede la formazione dei docenti per i ‘Bes’ (bisogni educativi speciali); bocciata anche la proposta di una carta per sostenere le famiglie in difficolta’; gli aiuti alimentari agli indigenti vengono fortemente ridotti. Il neo-costituito gruppo Per l’Italia, che raccoglie l’esperienza di parlamentari provenienti anche dalla societa’ civile particolarmente sensibili ai problemi dell’associazionismo e della famiglia, rivolge pertanto a governo, Parlamento e forze politiche un appello a una maggiore responsabilita’ nei confronti dell’emergenza sociale, che colpisce soprattutto i piu’ deboli”, conclude Santerini.