Troppo dialogo? no, troppo poco

Un attacco al cuore dell’Europa? I terroristi islamici come quelli che hanno fatto strage a Parigi sarebbero l’avanguardia della riconquista dell’Occidente. Si materializzano i peggiori incubi, una civiltà esangue cade in mano ai nuovi barbari, le scimitarre in piazza S.Pietro.. . Proprio queste litanie lamentose e aggressive mostrano la debolezza e l’invecchiamento dell’Europa. Siamo deboli perché dovremmo reagire con la violenza e non lo facciamo abbastanza? Perché non ci accorgiamo del pericolo? È il contrario. Investiamo troppo poco in integrazione, convivenza, dialogo. Dire basta è necessario, ma non alle migrazioni, fenomeno epocale globale; non all’integrazione, sola chiave della convivenza pacifica. Non al dialogo tra le culture, vera identità europea.

Diciamo basta invece a quella che diventa una vera complicità con i violenti. Quando si grida “attenti all’Islam” e non si distingue tra i fanatici e gli altri, ci facciamo del male da soli. Quando ignoriamo l’ambiguità politica di un’Europa che ha preferito non immischiarsi lasciando i problemi fuori dalla porta. Quando alimentiamo le paure ma sfruttiamo l’immigrazione per i lavori sporchi.
Si dia finalmente il diritto ai musulmani di pregare apertamente in modo trasparente in moscheanelle nostre città perché questo favorisce l’ordine pubblico. Si rafforzino le misure di sicurezza perché la tensione è alta; ma l’integrazione non può essere continuamente un’emergenza. Si diano più diritti e non meno, e più doveri di cittadinanza. Non permettiamo a giovani generazioni frustrate dalla mancanza di futuro di arruolarsi in questa orribile jihad. L’Italia e l’Europa dimostrino di essere forti nel prendere in mano un progetto di convivenza aperto al futuro. Cominciamo dal dare la cittadinanza a chi nasce e studia qui; proseguiamo dando una scuola giusta e lavoro pulito a tutti.
Se vincesse la psicosi dell’assedio saremmo ancor più in pericolo.

INTERVENTO AL CONSIGLIO D’EUROPA SUL NEO-RAZZISMO STRASBURGO,SETTEMBRE 2014

Ho molto apprezzato l’approccio della collega de Pourbaix Lundin sulla prevenzione e le strategie contro il neo-nazismo, un fenomeno inquietante per la sua diffusione tra i giovani. Vorrei sottolineare soprattutto la richiesta agli Stati di sviluppare strategie trans settoriali, cioè economichee sociali da un lato e educativo culturali dall’altra. Il pregiudizio, l’intolleranza e il vero e proprio razzismo nascono a livello individuale spesso per la fragilità delle personalità dei giovani ma crescono per la responsabilità della società stessa e a volte delle forze politiche. Mentre si condanna il razzismo, molti movimenti e rappresentanti politici creano il nemico, contrappongono un gruppo contro l’altro, umiliano le minoranze. Non esiterei nell’appoggiare le misure che colpiscono i cattivi maestri, corresponsabili dell’odio che si sparge in Europa.

Per quanto riguarda i giovani invece l’approccio non può essere solo punitivo ma di prevenzione, di cambiamento culturale, o creativo, come dice la proposta. Ogni forma di intolleranza o di neo-razzismo (antisemitismo, razzismo contro i migranti, antigitanismo contro i Rom, anti-islamismo) è diversa e va affrontata con strategie diverse. È importante la memoria con cui si ricordano gli esitcui può arrivare l’odio, è altrettanto importante capire come oggi i giovani nella crisi vivono la conflittualità con quelli che pensano diversi.

Ringrazio quindi la collega Yannakaki e i colleghi che aderiscono all’Alleanza parlamentare contro l’odio perché lavoreremo per condannare ogni forma di intolleranza soprattutto a livello politico ma cercheremo di sostenere le strategie di prevenzione e educazione nei confronti delle giovani generazioni che hanno ereditato un’Europa unita.

SANTERINI (PI): CUSTODIRE E DIFFONDERE LA MEMORIA DEL BENE.

Il Parlamento Europeo, nel maggio del 2012, dichiarava il suo sostegno all’istituzione di una Giornata europea dei Giusti per ricordare coloro che hanno salvato vite e difeso la dignità umana durante i genocidi e i totalitarismi in tutto il mondo. “A vent’anni dal genocidio del Rwanda, in prossimità dell’anniversario di quello armeno e cambogiano, la memoria dei Giusti ricorda coloro che hanno avuto il coraggio di opporsi in nome della giustizia. Sul modello dei Giusti tra le Nazioni, riconoscimento dato a chi ha salvato gli ebrei durante il periodo nazi fascista, questi uomini e donne insegnano alle giovani generazioni che è sempre possibile difendere ‘l’altro’ anche durante le persecuzioni e i genocidi che hanno caratterizzato il XX secolo e, purtroppo, anche il nostro”.

Abbiamo incontrato l’On. Milena Santerini (tra i fondatori di “Popolari per l’Italia” e prima firmataria della proposta di Legge istitutiva della Giornata in memoria dei Giusti dell’umanità da celebrare il 6 marzo di ogni anno, come in tutta Europa) a margine del Convegno “Giusti dell’umanità. Memoria del bene e prevenzione dei genocidi”, organizzato a Montecitorio dal Gruppo “Popolari per l’Italia” della Camera dei Deputati in collaborazione con la Onlus “Gariwo – la foresta dei Giusti”, che ha visto anche la partecipazione di alcuni testimoni diretti dei tragici eventi dell’ultimo secolo.

Onorevole Santerini, la sua proposta di legge per l’istituzione della Giornata in memoria dei Giusti dell’umanità porta con sé una profonda motivazione all’educazione alla responsabilità. Chi sono i Giusti che si vogliono ricordare nella Giornata della memoria?

“I Giusti dell’umanità sono coloro che, nel corso della storia, si sono distinti per avere avuto la forza di difendere i diritti umani e la forza della verità, anche nelle circostanze più difficili e disumane, coloro che hanno saputo contrastare con coraggio le ingiustizie. Fare memoria della gente comune che è stata capace di non restare indifferente vuol dir promuovere una cultura della responsabilità e dell’impegno a favore del bene. Il ‘900 è stato definito il secolo dei genocidi perché ha visto non solo i periodi dei totalitarismi ma anche le stragi di cui sono state vittime, tra gli altri, armeni, bosniaci, cambogiani, rwandesi: anche in questo secolo abbiamo assistito, purtroppo, a nuovi crimini contro l’umanità che hanno prodotto innumerevoli vittime innocenti. Nel buio di questi eventi, le figure dei Giusti di tutto il mondo ci ricordano che chiunque è libero di dire di no e di opporsi alla violenza, aiutando gli altri esseri umani.”

In che modo siamo debitori verso queste figure semplici, gente comune che è stata capace di atti eroici?

“Il coraggio di un solo uomo può fare la differenza fra il bene e il male. Questo incancellabile insegnamento dei Giusti di tutto il mondo è un messaggio che non  deve andare perduto, che deve essere rinnovato e divulgato. Noi spesso raccontiamo la storia dei salvati, per fare memoria e per comunicare il bene è necessario raccontare anche la storia dei salvatori. Non tutti hanno incontrato i giusti, ma la storia ci dice che questi esistono e che vanno ricordati. Noi siamo debitori anche verso tutti quelli che si sono battuti per la memoria dei giusti, perché la causa dei giusti aiuta l’umanità ad essere migliore. Del resto la memoria del bene è il miglior antidoto alla pedagogia dell’estremo che non credo riesca a fare buona educazione, non credo possa servire alle nuove generazioni per conquistarle alla causa della giustizia. I ragazzi delle nostre scuole, nel fare memoria dei Giusti, il 6 marzo di ogni anno, potranno entrare in contatto con la storia, l’impegno e l’esempio di questi uomini e donne che hanno scelto il bene. La proposta di legge, che non prevede nessun onore a carico della finanza pubblica, si pone quindi l’obiettivo di diffondere la conoscenza di chi ha scelto di esercitare la propria responsabilità come strumento di lotta verso le ingiustizie. Esperienze educative e didattiche capaci di diffondere ed insegnare la consapevolezza dell’esercizio del bene anche nelle situazioni più avverse”.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di fare memoria del bene per combattere il cinismo e l’indifferenza…

“Noi sappiamo che la definizione di Giusto ha profonde radici nella cultura ebraica. Nel Talmud ci viene ricordato che salvare una vita è salvare il mondo intero. E i gentili Giusti sono coloro che si sono adoperati per salvare la vita anche di un solo ebreo durante la Shoah. Oggi abbiamo ricordato tutti i genocidi ed estendere la nozione di Giusto significa fare memoria del bene in tutti i luoghi della terra dove il buio del male voleva distruggere e portare dolore. Ma i Giusti non sono stati indifferenti e hanno mantenuto viva la dignità della persona. Grazie all’eredità filosofica del magistrato israeliano Moshe Bejski, oggi ricordiamo le opere dei Giusti che hanno avversato regimi sanguinari, ideologie totalitarie e razziste, lottando contro verità dominanti, per dare aiuto ad altri esseri umani. Rendere viva e rinnovata la memoria di questi esempi di grande valore morale e civile può insegnare a tutti l’importanza di sentirsi responsabili, in prima persona, della difesa dei diritti umani, del soccorso ai più deboli, della ricerca della verità nella propria coscienza. Il ricordo dei Giusti richiama ognuno di noi all’impegno verso la democrazia, alla lotta contro il razzismo e l’intolleranza, ad avversare ogni forma di prevaricazione dell’uomo sull’uomo. Ricordiamo che in questo momento abbiamo gravi crisi internazionali come in Sud Sudan e in Ucraina. Non possiamo voltarci dall’altra parte di fronte a nuove forme di irresponsabilità organizzata. Il male non ha una dimensione fatale, possiamo scegliere il bene. Dedicare un giorno per la memoria di tutti i Giusti dell’umanità significa mantenere vivo il loro esempio e tramandare alle nuove generazioni i valori più alti della cultura italiana ed europea”.

Santerini (PI): custodire e diffondere la memoria del bene

MILENA SANTERINI: PROGETTO ROM E SINTI MEMORY

Milena Santerini, a professor and representative in Italian Parliament, has been a longtime partner and supporter of the Giving Memory a Future project with USC Shoah Foundation. That’s because she believes it is vital to teach Italians the true story of the Roma/Sinti people so that this long-excluded minority can find its place in Italian life.

Santerini serves on Parliament’s Committee on Equality and Non-Discrimination and has also served on committees for inclusion of minorities, the commission for culture, education and sports, and she also serves on the Council of Europe’s Commission for Equality and Non-Discrimination. At Catholic University of the Sacred Heart, Santerini is professor of intercultural pedagogy. She has long organized educator training programs that incorporate USC Shoah Foundation and the Visual History Archive.

Santerini initially had the idea to create the Giving Memory a Future resource because of her experiences teaching the Holocaust as well as the integration of the Roma. She thought the same methods of teaching the Jewish experience of the Holocaust that have resulted in greater awareness of discrimination and exclusion could also be applied to the Roma/Sinti, or “gypsy,” persecution during the Holocaust, which is much less known.

With the new Parliament resolution, a working group of experts will make Giving Memory a Future available to all teachers and create an annual contest for students about the Roma Genocide also using the resource.

In Italy, prejudice against the Roma and Sinti people is very strong, Santerini said. People are hostile toward them – even if they’ve never met one in their lives – because the Roma and Sinti have become a symbol of danger and what is “foreign” in Italy. This is partly because they have always been a nomadic people without a country, which inspires fear and distrust in many Italians. Because they are frequently excluded from Italian society, there is a lot of crime in their communities and they are the “lowest rung of the social ladder,” Santerini said.

Though there are laws to protect Roma and Sinti, it is still important to teach students how dangerous even casual discrimination can be.

“We have to let young people understand that prejudice can grow and we have to fight it from the beginning. We can’t accept that it’s normal,” Santerini said. “We’re not trying to say that all Roma are good, but they deserve respect.”

She said Italians have a responsibility to help Roma and Sinti and understand them because their current situation is largely the result of politicians turning them into scapegoats and blaming them for everything that’s wrong in Italy – not because of any wrong they have actually committed.

Giving Memory a Future is a very powerful way to teach students that the Roma/Sinti were persecuted in the Holocaust – something many are simply not aware of. Through testimony, students are also shown the devastating effects of the Holocaust on children, who were treated as if they were worth less than other people and denied basic rights like education.

“It’s very important to show that entire families, children and innocent people who did nothing wrong can be targeted and killed,” Santerini said. “Testimony makes history come alive, makes it real. Therefore history becomes current and we can understand where you can get to with hate.”

– See more at: http://sfi.usc.edu/profiles/milena-santerini#sthash.Widga9P8.dpuf

LE MIE PROPOSTE DI EMENDAMENTO ALLA LEGGE SULLA VIOLENZA SULLE DONNE: STOP ALL’ODIO RAZZIALE IN RETE

AC 1540

Emendamento

Dopo l’articolo 5 aggiungere il seguente:

“Art. 5-bis

1. All’articolo 3, comma 1, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

“a) con la reclusione fino tre anni e con la multa fino a 10.000 euro chiunque diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razzista o etnico, nazionale, religioso, o verso l’identità sessuale o disabilità delle persone ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi di odio razzista, etnico, nazionale, religioso o verso l’identità sessuale o disabilità delle persone mediante l’impiego diretto o interconnesso di sistemi informatici o mezzi di comunicazione telematica ovvero utilizzando reti di telecomunicazione disponibili”.

2. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui al precedente comma, si applicano per quanto compatibili le norme di cui alla legge 6 febbraio 2006, n. 38.

3. Le somme di denaro derivanti dall’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 3-bis, commi 6 e 8, e 3-ter della legge 13 ottobre 1975, n. 654, nonché quelle derivanti dalla violazione di quanto disposto dall’articolo 32, comma 5, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate su un apposito fondo, denominato Fondo di solidarietà nazionale, da iscrivere nello stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le risorse sono destinate a finanziare specifici programmi di prevenzione, assistenza, anche in sede legale, e recupero delle vittime delle discriminazioni per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, nonché le attività finalizzate a contrastare l’odio razziale in rete svolte da organizzazioni non governative senza scopo di lucro. Sono attribuite alla Presidenza del Consiglio dei ministri le funzioni di coordinamento delle attività svolte da tutte le pubbliche amministrazioni relative alla prevenzione, assistenza e recupero delle vittime nonché di programmazione e gestione del Fondo di solidarietà nazionale. Nell’ambito delle attività di coordinamento, la Presidenza del Consiglio dei ministri svolge, inoltre, le seguenti funzioni:

a) acquisisce dati e informazioni, a livello nazionale ed internazionale, sull’attività svolta per la prevenzione e la repressione e sulle strategie di contrasto programmate o realizzate da altri Stati;

b) promuove in collaborazione con i competenti ministeri, gli altri apparati pubblici ed eventuali soggetti privati studi e ricerche relativi agli aspetti sociali e giudiziari dei fenomeni di xenofobia e razzismo anche a mezzo internet.

KYENGE: SANTERINI “INTOLLERABILE RAZZISMO LEGA E ALTRI POPULISMI”

“Crescendo intollerabile di razzismo della Lega e di altri populismi. Le aggressioni e gli insulti agli immigrati, le esibizioni da circo in Parlamento, le liste di proscrizione sul web e gli incitamenti della Padania allo stalking politico sono tutti segnali inquietanti di ripresa dell’intolleranza. Xenofobia e antisemitismo crescono anche attraverso comportamenti definiti innocui, ma che in realta’ diffondono il virus del pregiudizio e del disprezzo. linguaggi e gesti simbolici in questo caso non sono mai innocenti ma vanno chiamati col loro nome: razzismo”. Lo dichiara la deputata dei popolari Per l’Italia Milena Santerini, commentando gli attacchi leghisti al ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge. “In proposito – sottolinea Santerini – nei prossimi giorni ricorderemo la memoria della Shoah: nessuno potra’ condannare quello che e’ successo 70 anni fa continuando ad aggredire e discriminare gli altri come stanno facendo ora queste forze politiche, che credono di risolvere cosi’ le loro crisi interne. L’abolizione del reato di clandestinita’ e la cittadinanza ai figli degli immigrati sono invece un’affermazione di civilta’ che riscuote ampio consenso tra gli italiani”.

NEGAZIONISMO: SANTERINI (PI), BENE RINVIO DDL IN COMMISSIONE

(AGENPARL) -Roma, 12 FEB – “Salutiamo con favore il ritorno in commissione del ddl sul negazionismo. Per una modifica così rilevante del codice penale occorre un approfondimento completo sotto ogni punto di vista, non ultimo quello storico. Con il rinvio in commissione si evita non solo il rischio di ridurre il dibattito, ma anche di prendere decisioni che rischiano involontariament e di diffondere il negazionismo stesso. Purtroppo, c’è una sempre più diffusa distorsione e minimizzazione di ciò che invece la storia ha scolpito in modo indelebile. Se vogliamo evitare effetti boomerang indesiderati e contrastare più efficacemente l’intolleranza, il Parlamento deve avere a disposizione tutto il tempo necessario per armonizzare la difesa della memoria con la libertà d’opinione”. Lo dichiara la deputata dei Popolari per l’Italia Milena Santerini, prima firmataria di una proposta di legge sul contrasto al razzismo e antisemitismo sul web, commentando la decisione della capigruppo del Senato di rinviare in commissione il ddl sul negazionismo.

GIUSTA RISPOSTA ALL’ATTENTATO DI BRUXELLES L’APERTURA STRAORDINARIA DEL MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO

(ANSA) – MILANO, 26 MAG – Ci vogliono ”iniziative concrete”per prevenire e contrastare”neorazzismo e antisemitismo nella societa’, sul web e negli stadi”: cosi’ Milena Santerini,deputata dei Popolari, ha motivato il suo sostegno all’apertura straordinaria del memoriale della Shoah di Milano di questa sera.

L’attentato di Bruxelles, secondo la deputata, ”ha dimostrato ancora una volta che l’antisemitismo e’ un fenomeno preoccupante e in crescita in Europa” e le elezioni europee in Paesi come Francia, Ungheria e Gran Bretagna hanno premiato ”partiti xenofobi che strumentalizzano la presenza di immigrati, musulmani, ebrei e minoranze come capro espiatorio per il disagio sociale.

”Siamo vicini alle comunita’ ebraiche in Europa – ha concluso -, in particolare a quella del Belgio e sosteniamo manifestazioni di solidarieta’ in Italia come l’apertura straordinaria del Memoriale”.(ANSA).

FEMMINICIDIO: SANTERINI, STOP CYBERBULLISMO

(ANSA) – ROMA, 17 SET – “Cyberbullismo, atti di discriminazione razziale e linguaggi violenti sono sempre piu’ diffusi in rete. I siti che incitano all’odio vanno dunque individuati e sanzionati. Le risorse ricavate dalle multe devono essere destinate al risarcimento delle vittime e al sostegnodelle ong che li contrastano.

L’emendamento al decreto sulla violenza di genere, la legge sul femminicidio, che ho presentato va in questa direzione: colpire i siti pericolosi antisemiti e razzisti, spesso con basi all’estero, appoggiare chi combatte gli attivisti dell’odio e al tempo stesso far riflettere i’troll’ provocatori che agitano il popolo di Internet. La retee’ una grande opportunita’, ma puo’ essere anche uno strumento utilizzato per ospitare flussi di parole e immagini che offendono e feriscono le persone, specie quelle piu’ vulnerabili:

adolescenti, donne, minoranze”. Lo dichiara il capogruppo di Scelta Civica in commissione Cultura della Camera, Milena Santerini. (ANSA).