Ore 14;30 palazzo Montecitorio sala del Mappamondo.
qui il video completo
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http://it.gariwo.net/cultura/memoria/calendarizzata-la-legge-sui-giusti-15491.html
(ITALPRESS) – “Oggi viene inaugurato a Tunisi il primo Giardino dei Giusti in terra araba: un’iniziativa quanto mai importante per ricordare coloro che in nome dell’Islam si sono mossi per difendere vite dal terrorismo omicida e contrastare il pensiero di chi, nel condannare il terrorismo, vorrebbe criminalizzare una ‘intera religione'”. Questo il commento di Milena Santerini, deputata del gruppo parlamentare ‘Des-Cd’ e presidente della commissione europea contro l’odio e l’intolleranza del Consiglio d’Europa, prima firmataria della proposta di legge per istituire la Giornata in ricordo dei Giusti. ‘Nel Giardino – continua Santerini – verranno ricordate figure come Mohamed Naceur ben Abdesslem, la guida tunisina che ha messo in salvo a rischio della vita i turisti italiani in visita al museo del Bardo, e Faraaz Hossain, il ragazzo bengalese che si e’ fatto uccidere a Dacca – anche se i terroristi l’avevano graziato in quanto musulmano – perche’ non ha voluto abbandonare le sue due amiche. Ricordare queste figure insieme a quelle di tanti che salvarono gli ebrei in un paese arabo e’ un modo per mostrare concretamente come uomini di tutte le culture e tutte le religioni possano essere Giusti”. (ITALPRESS). sat/com 15-Lug-16 15:53
Mia interrogazione al ministro Franceschini sulla chiusura del padiglione italiano ad Auschwitz e su iniziative utili a rilanciarlo
qui il resoconto stenografico dell’interrogazione:
(Iniziative volte alla riapertura del padiglione italiano del Museo di Auschwitz e alla memoria della Shoah – n. 3-01296) PRESIDENTE. L’onorevole Santerini ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01296, concernente iniziative volte alla riapertura del padiglione italiano del Museo di Auschwitz e alla memoria Atti Parlamentari — 53 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA — DISCUSSIONI — SEDUTA DELL’11 FEBBRAIO 2015 — N. 375
PRESIDENTE. L’onorevole Santerini ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01296, concernente iniziative volte alla riapertura del padiglione italiano del Museo di Auschwitz e alla memoria Atti Parlamentari — 53 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA — DISCUSSIONI — SEDUTA DELL’11 FEBBRAIO 2015 — N. 375della Shoah (vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata) per un minuto.
MILENA SANTERINI. Grazie Presidente. Signor Ministro, come lei sa, negli anni scorsi abbiamo piuttosto trascurato nel museo di Auschwitz la presenza italiana in memoria delle vittime deportate dall’Italia. Quest’anno abbiamo approvato in legge di stabilità un contributo al museo. Sono in corso una serie di azioni. Io vorrei chiedere a che punto siamo e come ci stiamo occupando di questo aspetto che è fondamentale, perché, come lei sa, noi abbiamo un’opera, un’opera d’arte degli anni Settanta che, però, non è stata approvata, non è approvata dal museo e dobbiamo sostituirla con altre installazioni. Vorrei, appunto, chiedere come valorizzare e proteggere sia l’opera d’arte che esporteremo che quella che dovremo realizzare. PRESIDENTE.
Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha facoltà di rispondere. DARIO FRANCESCHINI, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Signor Presidente, l’onorevole Santerini ha ricordato la situazione dell’allestimento museografico del « Blocco 21 » ad Auschwitz che, secondo la direzione del museo, non è più congruente rispetto agli standard adottati dal museo da diversi anni. Su questo, il Governo da diversi mesi si è attivato. L’opera d’arte, che è un’opera d’arte multimediale di grande impatto emotivo, che però riflette l’atmosfera dell’epoca in cui fu realizzata, è di proprietà dell’ANED, l’Associazione nazionale ex deportati, che ha acconsentito, dopo una riflessione, al suo trasferimento in Italia. Il Governo si è adoperato per le modalità di trasporto dell’opera, un’opera molto grande, per programmare il restauro e, poi, la ricollocazione. Ci sono state diverse ipotesi di collocazione in città italiane: la scelta finale è caduta, con condivisione e sollecitazione dell’Associazione nazionale ex deportati, su Firenze. Per questo si sta predisponendo una convenzione tra l’ANED, il comune di Firenze, la regione Toscana ed il MIBACT, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, a cui spetterà la responsabilità tecnica e scientifica dello smontaggio, il trasporto, il restauro e, poi, per la conservazione e il restauro interverrà l’Opificio delle pietre dure di Firenze prima della ricollocazione dell’opera. Poi, sarà responsabilità, in questo caso, della Presidenza del Consiglio di disporre, anche mediante un concorso internazionale di idee, come procedere al nuovo allestimento del « Blocco 21 » del museo di Auschwitz, affinché risponda a criteri più moderni, più attuali, sia dal punto di vista storico che museografico. Vorrei anche precisare che la previsione di spesa di un milione di euro disposta dalla legge di stabilità per il 2015 a favore della Fondazione Auschwitz-Birkenau rappresenta, invece, il contributo italiano al fondo perpetuo della Fondazione, che è costituito da tutti i Paesi per il mantenimento di tutto il complesso museale e non soltanto del singolo blocco museale.
PRESIDENTE. L’onorevole Santerini ha facoltà di replicare. MILENA SANTERINI. Signor Presidente, la ringrazio, signor Ministro, perché vedo veramente una concreta attenzione ed anche una rinnovata attenzione ai luoghi della memoria, non solo a quello di Auschwitz, ma, naturalmente, anche a quelli in Italia. Io ricordo il prossimo, il futuro, speriamo, museo della Shoah di Roma, quello di Ferrara, il memoriale della Shoah di Milano, alla stazione centrale di Milano, il cosiddetto « Binario 21 ». Sono soddisfatta della risposta, perché vedo che, appunto, c’è attenzione sia per l’opera che va spostata, va protetta e va valorizzata – e, quindi, su questo ci aspettiamo che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dia il supporto specifico proprio di competenza – sia per la nuova installazione, perché la nuova installazione dovrà essere fatta non solo in modo più moderno, ma dovrà, in qualche modo, rendere giustizia alle prinAtti Parlamentari — 54 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA — DISCUSSIONI — SEDUTA DELL’11 FEBBRAIO 2015 — N. 375cipali vittime di Auschwitz e, cioè, agli ebrei, che, quindi, hanno diritto ad essere raccontati, narrati e la loro memoria trasmessa alle giovani generazioni: mi riferisco alle famiglie, ai bambini, agli adulti, agli anziani, che hanno trovato la morte ad Auschwitz. Trovo questo molto importante e trovo altresì importante che, lasciando ogni ideologia, invece di fare la guerra delle memorie, diciamo così, tra i deportati politici e le comunità ebraiche, noi, invece, troviamo il modo di narrare quella che è stata una delle più grandi tragedie del nostro tempo.
trovate la fonte qui a pag. 53-54-55.
http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/assemblea/html/sed0375/stenografico.pdf
sotto il testo dell’interrogazione
SANTERINI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:
in occasione della Giornata della memoria, celebrata pochi giorni fa, è stata volta attenzione anche alla presenza italiana al Museo di Auschwitz, purtroppo trascurata negli ultimi anni; positivamente, nella legge di stabilità per il 2015 è stato approvato un contributo doveroso alla Fondazione del Museo;
oltre al mancato finanziamento negli anni scorsi, l’assenza del nostro Paese si rileva dalla chiusura del padiglione italiano nel memoriale, che non permette visite ai numerosi visitatori dell’ex lagernazista;
il padiglione italiano, inaugurato nell’aprile del 1980 e rimasto attivo sino al 2011, è stato chiuso d’autorità dalla direzione museale «perché non corrispondeva più agli standard» introdotti nel 2007 che richiedevano allestimenti di taglio pedagogico-illustrativo (storie, documenti, foto ed altro);
il padiglione, voluto dall’Aned, ospitava un’opera collettiva concepita dal gruppo Bbpr (Belgiojoso, Banfi, Peressutti e Rogers) con Mario «Pupino» Samonà: una spirale ad elica nella quale il visitatore poteva entrare come in un tunnel. L’interno era rivestito da una tela composta da 23 strisce dipinte da Samonà, seguendo la traccia di un testo originale di Primo Levi, scritto appositamente. In sottofondo risuonavano le note di una composizione di Luigi Nono. L’allestimento aveva la regia di Nelo Risi, fratello del più celebre Dino –:
se non ritenga di adottare ogni utile iniziativa, nell’ambito delle sue competenze, volta a consentire, da un lato, il trasferimento protetto dell’opera e la sua valorizzazione in Italia, dall’altro la riapertura del padiglione italiano di Auschwitz, prevedendo installazioni che riportino la storia della deportazione dall’Italia delle vittime, attraverso una narrazione che possa trasmettere in modo fedele, documentato e coinvolgente la memoria della Shoah in Italia alle nuove generazioni. (3-01296)
(10 febbraio 2015)
Il Parlamento Europeo, nel maggio del 2012, dichiarava il suo sostegno all’istituzione di una Giornata europea dei Giusti per ricordare coloro che hanno salvato vite e difeso la dignità umana durante i genocidi e i totalitarismi in tutto il mondo. “A vent’anni dal genocidio del Rwanda, in prossimità dell’anniversario di quello armeno e cambogiano, la memoria dei Giusti ricorda coloro che hanno avuto il coraggio di opporsi in nome della giustizia. Sul modello dei Giusti tra le Nazioni, riconoscimento dato a chi ha salvato gli ebrei durante il periodo nazi fascista, questi uomini e donne insegnano alle giovani generazioni che è sempre possibile difendere ‘l’altro’ anche durante le persecuzioni e i genocidi che hanno caratterizzato il XX secolo e, purtroppo, anche il nostro”.
Abbiamo incontrato l’On. Milena Santerini (tra i fondatori di “Popolari per l’Italia” e prima firmataria della proposta di Legge istitutiva della Giornata in memoria dei Giusti dell’umanità da celebrare il 6 marzo di ogni anno, come in tutta Europa) a margine del Convegno “Giusti dell’umanità. Memoria del bene e prevenzione dei genocidi”, organizzato a Montecitorio dal Gruppo “Popolari per l’Italia” della Camera dei Deputati in collaborazione con la Onlus “Gariwo – la foresta dei Giusti”, che ha visto anche la partecipazione di alcuni testimoni diretti dei tragici eventi dell’ultimo secolo.
Onorevole Santerini, la sua proposta di legge per l’istituzione della Giornata in memoria dei Giusti dell’umanità porta con sé una profonda motivazione all’educazione alla responsabilità. Chi sono i Giusti che si vogliono ricordare nella Giornata della memoria?
“I Giusti dell’umanità sono coloro che, nel corso della storia, si sono distinti per avere avuto la forza di difendere i diritti umani e la forza della verità, anche nelle circostanze più difficili e disumane, coloro che hanno saputo contrastare con coraggio le ingiustizie. Fare memoria della gente comune che è stata capace di non restare indifferente vuol dir promuovere una cultura della responsabilità e dell’impegno a favore del bene. Il ‘900 è stato definito il secolo dei genocidi perché ha visto non solo i periodi dei totalitarismi ma anche le stragi di cui sono state vittime, tra gli altri, armeni, bosniaci, cambogiani, rwandesi: anche in questo secolo abbiamo assistito, purtroppo, a nuovi crimini contro l’umanità che hanno prodotto innumerevoli vittime innocenti. Nel buio di questi eventi, le figure dei Giusti di tutto il mondo ci ricordano che chiunque è libero di dire di no e di opporsi alla violenza, aiutando gli altri esseri umani.”
In che modo siamo debitori verso queste figure semplici, gente comune che è stata capace di atti eroici?
“Il coraggio di un solo uomo può fare la differenza fra il bene e il male. Questo incancellabile insegnamento dei Giusti di tutto il mondo è un messaggio che non deve andare perduto, che deve essere rinnovato e divulgato. Noi spesso raccontiamo la storia dei salvati, per fare memoria e per comunicare il bene è necessario raccontare anche la storia dei salvatori. Non tutti hanno incontrato i giusti, ma la storia ci dice che questi esistono e che vanno ricordati. Noi siamo debitori anche verso tutti quelli che si sono battuti per la memoria dei giusti, perché la causa dei giusti aiuta l’umanità ad essere migliore. Del resto la memoria del bene è il miglior antidoto alla pedagogia dell’estremo che non credo riesca a fare buona educazione, non credo possa servire alle nuove generazioni per conquistarle alla causa della giustizia. I ragazzi delle nostre scuole, nel fare memoria dei Giusti, il 6 marzo di ogni anno, potranno entrare in contatto con la storia, l’impegno e l’esempio di questi uomini e donne che hanno scelto il bene. La proposta di legge, che non prevede nessun onore a carico della finanza pubblica, si pone quindi l’obiettivo di diffondere la conoscenza di chi ha scelto di esercitare la propria responsabilità come strumento di lotta verso le ingiustizie. Esperienze educative e didattiche capaci di diffondere ed insegnare la consapevolezza dell’esercizio del bene anche nelle situazioni più avverse”.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di fare memoria del bene per combattere il cinismo e l’indifferenza…
“Noi sappiamo che la definizione di Giusto ha profonde radici nella cultura ebraica. Nel Talmud ci viene ricordato che salvare una vita è salvare il mondo intero. E i gentili Giusti sono coloro che si sono adoperati per salvare la vita anche di un solo ebreo durante la Shoah. Oggi abbiamo ricordato tutti i genocidi ed estendere la nozione di Giusto significa fare memoria del bene in tutti i luoghi della terra dove il buio del male voleva distruggere e portare dolore. Ma i Giusti non sono stati indifferenti e hanno mantenuto viva la dignità della persona. Grazie all’eredità filosofica del magistrato israeliano Moshe Bejski, oggi ricordiamo le opere dei Giusti che hanno avversato regimi sanguinari, ideologie totalitarie e razziste, lottando contro verità dominanti, per dare aiuto ad altri esseri umani. Rendere viva e rinnovata la memoria di questi esempi di grande valore morale e civile può insegnare a tutti l’importanza di sentirsi responsabili, in prima persona, della difesa dei diritti umani, del soccorso ai più deboli, della ricerca della verità nella propria coscienza. Il ricordo dei Giusti richiama ognuno di noi all’impegno verso la democrazia, alla lotta contro il razzismo e l’intolleranza, ad avversare ogni forma di prevaricazione dell’uomo sull’uomo. Ricordiamo che in questo momento abbiamo gravi crisi internazionali come in Sud Sudan e in Ucraina. Non possiamo voltarci dall’altra parte di fronte a nuove forme di irresponsabilità organizzata. Il male non ha una dimensione fatale, possiamo scegliere il bene. Dedicare un giorno per la memoria di tutti i Giusti dell’umanità significa mantenere vivo il loro esempio e tramandare alle nuove generazioni i valori più alti della cultura italiana ed europea”.
http://www.futuro-europa.it/santerini-ppi-custodire-e-diffondere-la-memoria-del-bene/