LA MIA DICHIARAZIONE DI VOTO SULL’OPERAZIONE MARE NOSTRUM. NOSTRA MOZIONE POI APPROVATA DAL GOVERNO

Nesrine, 33 anni, palestinese nata nel campo profughi di Yarmouk a Damasco, riassume tredici mesi di fuga dalla guerra siriana insieme alle due figlie di 7 e 10 anni. Prima sono scappati dalle raffiche di mitraglia, in cui è morto suo fratello più piccolo, espatriando in Egitto. Da lì, una settimana in mare stipata sul barcone e pochi giorni al centro di Pozzallo in Sicilia; poi una nuova fuga, in treno, verso Milano, dove si trova ora.

I siriani fuggono da tre anni di guerra, passano attraverso l’Egitto e la Libia, si imbarcano, raggiungono la Sicilia e poi Milano dove solo in questi ultimi mesi sono stati accolti 1100 profughi.

Alcuni sono stati incarcerati in Egitto. Dal 14 aprile 144 profughi siriani, tra cui 63 bambini, sono trattenuti in due stanze in condizioni igieniche disastrose. Ci chiedono di aprire un canale umanitario rispettando la loro condizione di rifugiati che hanno diritto all’asilo.

I siriani progettano di raggiungere il nord Europa (Svezia, Germania, Danimarca, Norvegia), dove ci sono i parenti e soprattutto una lunga e consolidata tradizione di accoglienza.

Ma ci sono anche gli eritrei: Abdou, 17 anni, 3 fratelli più piccoli, sogna di andare in Norvegia per aiutare la sua famiglia. Partito a 14 anni da un villaggio vicino a Massaua, è andato in Etiopia pagando i soldati alla frontiera per passare, poi in Sudan, Libia, e barca fino Pozzallo, poi autobus per Milano

Ahmed, 19 anni, ha passato 9 mesi nelle prigioni di Kufra, in Libia dove le condizioni sono disumane;

– Morow, 15 anni, tremava di freddo in piazza oberdan anche quando faceva caldo. Era partito dall’Eritrea 6 mesi fa, aveva delle infezioni ad un taglio della mano. Ci diceva che vivere in Libia è pericoloso, cammini e ti chiedono i soldi (faceva il segno della pistola alla tesa).

E poi ancora Mali, Nigeria, Pakistan..

In una recente audizione un funzionario del Ministero dell’Interno al Senato con involontaria ironia ha detto “qui arriva l’universo mondo”. Proprio così, forse conviene cominciare a pensare in modo globale.

Nel primo quadrimestre 2014 si è registrato un numero di persone arrivate via mare in Italia otto e volte superiore a quello rilevato nello stesso periodo nel 2013 (non solo a Lampedusa ma in altre località della Sicilia)

Mare nostrum è uno dei motivi di orgoglio per l’Italia nel complesso di una politica di accoglienza che finora è stata insufficiente. Ci permette di non vergognarci di fronte alle stragi, come per il naufragio sulle coste di Lampedusa del 3 ottobre 2013 dove morirono 366 persone, di non distogliere lo sguardo davanti al Mediterraneo diventato una tomba. Sono 5 navi al giorno più alcuni elicotteri impiegati che pattugliano le stretto di Sicilia per controllare i flussi migratori. Ed è uno sforzo che non sempre riesce a salvare, come davanti all’ennesimo naufragio il 12 maggio a sud di Lampedusa.

Circa 20.000 naufraghi sulle coste siciliane sono stati messi in salvo, sono stati arrestati circa 200 scafisti e svolti numerosi interventi sanitari. E prima del viaggio in mare ci sono le violenze in Libia o nel deserto del Sinai

Italia, Grecia e Spagna sono i Paesi che sopportano l’onere di affrontare la situazione degli sbarchi del Mediterraneo, ma servirebbe una maggiore solidarietà a livello europeo ed il semestre a guida italiana sarà un’occasione per discutere questi temi;

E’ il momento di voltare pagina nella politica sulle migrazioni. La risposta non è chiudere i fondi, ma scegliere con decisione alcune linee di azione. La più importante è il coinvolgimento dell’Unione Europa, specie in previsione della nostra presidenza nel semestre 2014.

Impegni del Governo

Siamo d’accordo con il richiedere presso la Commissione europea un ulteriore sostegno – anche tramite maggiore assistenza finanziaria delle operazioni di soccorso e salvataggio in mare- nello sforzo messo in atto dall’Italia per far fronte all’ingente flusso di sbarchi ed evitare nuove vittime;

La solidarietà europea non è una concessione, ma è stabilito dagli articoli 67 e 80 del Trattato sul funzionamento dell’Unione che in materia di immigrazione e di asilo parlano di “principio di solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri”.

Presso le istituzioni europee va sostenuta la revisione delle norme del regolamento (CE) n. 604/2013 (c.d. Dublino 3) con la possibilità di far richiedere ai rifugiati domanda di asilo, già nei paesi di transito e non solo nel primo Paese di arrivo, per evitare i “viaggi della morte” per mare;

Ma anche in assenza e nelle more di una revisione di Dublino 3, possono essere realizzati uno o più uffici europei dell’immigrazione permanenti in territorio nordafricano in modo da consentire ai profughi che ne abbiano diritto il successivo reinsediamento, in tempi brevissimi, verso tutti i Paesi dell’Unione, con preferenza per quelli dove essi abbiano già legami familiari;

possiamo inoltre proporre alla Commissione europea la creazione di un centro di accoglienza europeo per immigrati sul territorio europeo (al fine di avviare un diverso percorso per i richiedenti asilo e protezione internazionale), a sostenere gli Enti Locali che hanno dato disponibilità all’accoglienza, ed in particolare il Comune di Milano, che ha visto un ingente afflusso di profughi siriani in transito per il nord Europa, e Roma Capitale, che ha aumentato notevolmente i posti disponibili per l’accoglienza.

In Italia, si aumentino i posti dello Sprar (il sistema di protezione) oggi insufficienti e si proceda nella distribuzione dei profughi nelle Regioni e nei Comuni (Roma da sola ha messo a disposizione 2500 posti) con buona pace di quelli che vorrebbero accogliere sì, ma “non nella mia città”.

Il riassetto e la distribuzione dei profughi nella rete di accoglienza in tutte le regioni vanno migliorati e si deve prevedere il coinvolgimento nell’accoglienza, attraverso la Conferenza Stato regioni , degli enti locali con un piano coerente e organico che eviti interventi paralleli e non coordinati e per di più costosi; i sistemi di accoglienza pianificati dalla Direzione Centrale dei servizi civili per l’immigrazione e l’asilo, stando anche a recenti fatti di cronaca, hanno mostrato numerose carenze e inadeguatezze;

Non dovremmo tardare nel rinforzare una cooperazione efficace per realizzare l’integrazione euro-africana. La cooperazione con l’Africa, specie nei paesi di provenienza, costituisce la risposta più lungimirante alle attuali emergenze umanitarie e ai flussi dei profughi.

Mozione n. 1-00455

Santerini,

Marazziti,

Schirò

Dellai.

INTERROGAZIONE AL MINISTRO GIANNINI SULLE “LINEE GUIDA PER L’ACCOGLIENZA E L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI”

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – per sapere – premesso che:

in data 19 febbraio 2014 il MIUR ha emanato le nuove “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, allegate alla CM 4233/2014;

in più parti delle Linee guida si ribadisce che l’irregolarità nei documenti di soggiorno dei genitori non possa compromettere il diritto dei minori all’istruzione scolastica;

si nota, però, che al paragrafo 2.2 delle Linee guida si indica alle segreterie scolastiche di richiedere ai genitori, in allegato alla domanda d’iscrizione, la copia del loro permesso di soggiorno;

tale richiesta appare illegittima, poiché evidentemente in contrasto con quanto disposto dall’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 286 del 1998, ove si esclude l’obbligo di presentazione del permesso di soggiorno agli uffici delle pubbliche amministrazioni che ne fanno richiesta proprio per quanto concerne provvedimenti “attinenti alle prestazioni scolastiche obbligatorie”, nonché irragionevole, in quanto non si ravvisa l’utilità della presentazione del permesso di soggiorno dei genitori ai fini dell’iscrizione del minore;

si rileva inoltre come tale indicazione sia discriminatoria, in quanto in tal modo si inibisce l’iscrizione dei minori di cittadinanza non italiana, togliendo loro il superiore diritto all’istruzione scolastica -:

quali urgenti iniziative, anche di natura normativa, intenda il Ministro porre in essere al fine di sanare l’evidente criticità esposta in premessa;

se intenda il Ministro espungere dalle “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, allegate alla CM 4233/2014, al paragrafo 2.2, la richiesta del permesso di soggiorno dei genitori dai documenti necessari per iscrivere i minori di cittadinanza non italiana.

Milena SANTERINI

IMMIGRATI: SANTERINI (PI), SERVE POLITICA ACCOGLIENZA NON DELLA PAURA

(ASCA) – Roma, 16 apr 2014 – ”Gli sbarchi nel Mediterraneo richiedono una politica dell’accoglienza e non una politica della paura. Per l’Italia e’ un vanto il fatto di aver salvato la vita a tanti naufraghi con l’operazione MareNostrum.

I flussi migratori sono cambiati, molti sono rifugiati a causa della guerra nei loro paesi, quindi oradobbiamo provvedere a mettere in campo politiche diverse: dauna parte migliorare la qualita’ dell’accoglienza, dall’altra un piano di ”resettlement’, di reinsediamento dei rifugiatida distribuire non solo chiamando in causa le Regioni, ma soprattutto l’Europa, perche’ la sfida che abbiamo di fronte e’ un test di solidarieta’ europea. Chiediamo un rafforzamento delle misure da parte dell’Ue per promuovere sicurezza e accoglienza, che possono, devono essere entrambe promosse”. Lo ha affermato in Aula la deputata dei Popolari Per l’Italia Milena Santerini, durante lo svolgimento dell’informativa urgente del Governo sulle dichiarazioni del Ministro dell’Interno relative ad un ingente incremento delflusso di migranti e sulle misure che si intenda adottare per farvi fronte.

”Abbiamo appena abrogato il reato clandestinita’: sfatiamo l’idea che gli arrivi aumenteranno o che a diminuirli siano state le politiche intransigenti. Piuttosto-ha sottolineato Santerini -, occorre sostenere i Comuni,tra cui Roma, che ha dato disponibilita’ a un aumento deiposti per i rifugiati”.

IMMIGRAZIONE: SANTERINI (PI), MAI PIU’ MORTI DI SPERANZA IN MEDITERRANEO

(AGENPARL) -Roma, 11 FEB – “Italia ed Europa cooperino per gestire i flussi dei profughi nel Mediterraneo. La visita del parlamentare britannico Christopher Chope, relatore del Consiglio d’Europa sul tema dell’arrivo degli immigrati sulle coste italiane, è l’occasione per fare il punto sulla cooperazione europea nel campo dell’accoglienza ai profughi. Stragi come quelle del naufragio del 3 ottobre vicino alle coste italiane, o le tredici vittime causate il 6 febbraio dagli scontri con la Guardia Civil a Ceuta, in Spagna, non devono più accadere”. Lo dichiara la deputata Milena Santerini, delegata dei Popolari per l’Italia al Consiglio d’Europa, a proposito della missione del Consiglio d’Europa in Italia per fare il punto sulle politiche migratorie messe in atto dall’Italia e sugli sbarchi sulle nostre coste. “La maggioranza dei circa 43mila profughi approdati vivi in Italia nel 2013 – ricorda Santerini – proviene da Siria, Eritrea e Somalia: la geografia delle guerre e della violenza.

Noi chiediamo all’Italia che sia rafforzato il controllo in mare e siano migliorate le capacità di soccorso alle imbarcazioni in difficoltà, come peraltro già avviene con l’operazione Mare Nostrum, che ha consentito ad oggi di assistere circa 10mila naufraghi, di cui 600 bambini, e arrestare circa quaranta scafisti; di controllare le convenzioni con i Cie per garantire dignità nel trattamento degli immigrati; di accelerare le procedure di identificazione per rendere meno lungo il periodo di trattenimento. Ma si chiede ancor di più all’Europa, la cui irrinunciabile identità risiede nel rispetto e nella tutela dei diritti umani, di assumere ogni possibile azione per salvaguardare la vita dei migranti e costruire un sistema generoso ed equo di accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo, anche rivedendo gli accordi di Dublino. Nessuno deve più morire di speranza nel Mediterraneo”

SULLA TRAGEDIA DI PRATO: A NUDO TUTTE LE DEBOLEZZE DEL NOSTRO SISTEMA

Roma, 3 dic. (TMNews) – “La forte imprenditorialità dei cittadini cinesi (il 15 per cento dei titolari di impresa immigrati, il 22 in Lombardia, il 12 in Toscana) fa emergere una contraddizione: da un lato il forte dinamismo commerciale e imprenditoriale, dall’altro la chiara necessità di correggere alcune storture anche per il rischio che le fasce più deboli vengano assorbite dal lavoro nero. Occorre offrire alla forte e attiva comunità cinese, le cui seconde generazioni si sentono pienamente italiane, chiavi d’accesso all’integrazione culturale, linguistica e nel sistema produttivo oltre che una presenza delle istituzioni intelligente e costante”. Lo ha dichiarato la deputata Milena Santerini, componente della commissione Migrazioni del Consiglio d’Europa, in occasione dell’informativa urgente del governo sul tragico incendio verificatosi in una fabbrica di Prato che ha causato la morte di sette lavoratori di nazionalità cinese.

“La tragedia di Prato – sottolinea Santerini – mette a nudo la debolezza di alcuni aspetti del nostro mercato del lavoro, specialmente nel settore manifatturiero. La propensione alla catena produttiva territoriale espone i cinesi a una forte visibilità, ma sarebbe paradossale che una tragedia di queste dimensioni finisse per essere oggetto di speculazioni politiche anziché essere l’avvio di una riflessione concreta sull’importante ruolo dell’immigrazione cinese, nel perimetro della legalità, nel nostro Paese”.

LE PROPOSTE DI SCELTA CIVICA PER PORRE FINE AL DRAMMA DEI PROFUGHI DI LAMPEDUSA

Con una mozione, dopo il dramma di Lampedusa, chiediamo al Governo:

-La creazione di un centro di accoglienza europeo per la richiesta di asilo anche in altri Paesi dell’Ue;

-La creazione di un primo canale di immigrazione regolare per i profughi di guerra, può essere fatto anticipando la possibilità di richiesta di asilo già sulla riva sud del Mediterraneo prevedendo, poi, dei convogli sicuri per il trasporto;

-Un ufficio di immigrazione europeo permanente sul territorio africano, in uno dei Paesi al momento stabili come il Marocco;

-La calendarizzazione urgente dell’abolizione del reato di clandestinità;

-La prosecuzione del lavoro su nuove norme sulla cittadinanza e sul diritto d’asilo.

Abbiamo presentato queste proposte in una conferenza stampa con l’on. Marazziti , durante la quale sono stati anche mostrati i filmati e le immagini che il parlamentare ha girato sull’isola e che documentano l’inadeguatezza dell’attuale sistema di accoglienza.

Mozione

La Camera,

premesso che:

il numero di esseri umani morti nel tentativo di attraversare il Mar Mediterraneo, ammonta ormai a più di ventimila e che si tratta di un fenomeno ventennale che in periodi diversi riacquista vigore senza, peraltro, essersi mai interrotto;

la strage del 3 ottobre è l’ultimo episodio di una lunghissima serie, e nonostante il numero altissimo di salvataggi, alle aumentate difficoltà di arrivo sulla Riva Nord del Mediterraneo ha corrisposto un incremento del numero delle vittime e del giro di affari dei trafficanti umani;

Lampedusa e, in altro modo altri punti di approdo in Italia rappresentano la porta Sud dell’Europa e non solo dell’Italia: guerre, persecuzioni, regimi autoritari, grandi trasformazioni appena iniziate sulla Riva Sud del Mediterraneo, privatizzazione della violenza e debolezza o assenza statuale, pulizia etnica e insicurezza di vita spingono centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini a cercare il proprio futuro rischiando la vita;

tale problema non è più solo emergenziale ed “umanitario”, anche se mantiene una drammatica valenza umanitaria che chiama in causa la natura stessa delle nostre democrazie europee, ma strutturale, e richiede interventi profondi e stabili che riguardano la politiche di asilo, le politiche umanitarie e le politiche nei confronti dell’immigrazione irregolare del nostro Paese ed europee;

la struttura del Centro di Prima Accoglienza di Lampedusa è attualmente totalmente inadeguata e negli ultimi giorni, come verificato dai deputati che l’hanno visitato, ospita in condizioni inaccettabili – nonostante gli sforzi del personale addetto – circa mille profughi con una capienza legittima di 250, e tra questi molti bambini e minori, inclusi minori con disabilità, mentre la grande maggioranza delle persone destinatarie di accoglienza sono costrette a vivere e a dormire all’aperto, senza neppure un adeguato sistema di protezione civile o tende impermeabili;

da oltre un anno sono stati stanziati e sono disponibili i fondi per il restauro e la messa in funzione di un secondo centro di prima accoglienza senza che siano iniziati i lavori già previsti a settembre dello scorso anno,

impegna il Governo a:

svuotare immediatamente il Centro di Prima Accoglienza di Lampedusa trasferendo in alloggi più confortevoli i profughi e i sopravvissuti alle guerre che oggi lo sovraccaricano, riportandolo alla sua capacità fisiologica;

avviare immediatamente i lavori per la realizzazione del secondo Centro di Accoglienza di Lampedusa;

mettere all’ordine del giorno dell’agenda europea la creazione di un primo Centro di Prima Accoglienza europeo, sul territorio italiano, in Sicilia, con la presenza delle polizie di frontiera dei 27 paesi dell’Unione, dove, a fronte di una disponibilità del nostro Paese a farsi carico di una congrua parte dei profughi che giungono via mare, sia possibile una ricollocazione della parte restante tra gli altri stati membri, permettendo anche il superamento di una parte delle strettoie legate al diritto di asilo che impediscono a quanti vorrebbero solo transitare in Italia per necessità di riunirsi a parenti già residenti in altri Paesi europei, e di crearne poi altri;

permettere l’avvio della richiesta di asilo e protezione internazionale sulla Riva Sud del Mediterraneo, nei due principali paesi di transito, Libia e Tunisia, presso consolati e ambasciate italiane, al fine di rendere possibile a candidati con forte titolo per l’accettazione in quanto provenienti da guerre e aree di persecuzione la possibilità di avanzare la propria richiesta senza doversi sottoporre al terribile viaggio via mare nelle mani di trafficanti umani solo per toccare il suolo europeo, rendendo possibile poi il viaggio in condizioni legali, senza ricatti e rischi ulteriori di vita;

proporre ai partner europei di fare altrettanto, per svuotare in questo modo anche il traffico clandestino di esseri umani, sempre più prospero, anche a causa dell’impossibilità di chiedere la protezione internazionale senza toccare il suolo europeo;

proporre all’Unione Europea la creazione di un Ufficio Europeo dell’Immigrazione stabile in territorio nordafricano – analogamente a quanto altri paesi hanno predisposto, come gli Stati Uniti – in territorio nordafricano, allo scopo di rendere possibile la richiesta di protezione internazionale senza la necessità di attraversare clandestinamente il Mediterraneo;

rafforzare il pattugliamento mediterraneo Frontex ed Eurosur e gli stanziamenti europei per la lotta ai trafficanti di esseri umani, con attenzione a che questo lavoro di contrasto rafforzi contemporaneamente anche la capacità di salvataggio dei profughi, e che nel contempo si crei una prima possibilità di emigrazione legale;

concordare con i partner europei, all’interno dei programmi di cooperazione nel contrasto dell’immigrazione clandestina e del traffico umano, un corridoio umanitario europeo, nel Mediterraneo, che permetta comunque viaggi più sicuri;

operare in Europa perché all’interno dell’accordo europeo Dublino III (n.604/2013) possa affermarsi una interpretazione più larga che permetta già dal momento dell’avvio della procedura di protezione la possibilità di inserire accanto al Paese di approdo anche i Paesi dell’Unione dove già vivono membri dello stesso nucleo familiare;

abolire le norme del testo Unico sull’immigrazione (d.lgs. n.286 del 1998) che penalizzano l’ingresso e il soggiorno irregolare, il cosiddetto “reato di clandestinità”, fermo restando il diritto del Paese, secondo le norme vigenti, all’espulsione come sanzione amministrativa quando non esistano i requisiti per il soggiorno regolare o l’accoglimento dell’istanza di protezione internazionale, garantendo una procedura d’urgenza all’esame delle proposte di legge già presentate.

Marazziti

Raciti

Santerini

Sberna

Nicoletti

SCUOLA. SANTERINI (SC): BENE CARROZZA SU ISTITUTI MULTIETNICI: “CHI VUOLE CLASSI SEPARATE, VUOLE L’APARTHEID”

(DIRE) Roma, 13 set. – “Le scuole multietniche temute da alcuni genitori rispecchiano l’Italia di oggi, ringiovanita grazie ai figli degli immigrati.

La presenza di ragazzi di diverse provenienze non e’ un ostacolo all’apprendimento, ma una spinta verso una cultura meno provinciale, capace di raccogliere le sfide della cultura globale”.

Cosi’ in una nota il capogruppo di Scelta Civica in commissione Cultura della Camera, Milena Santerini, che ha aggiunto: “Condivido l’opinione del ministro Carrozza, rassicuriamo i genitori sull’opportunita’ di multilinguismo rappresentata da questi bambini, mentre chi vuole classi separate rischia solo di alimentare un razzismo di ritorno pericoloso e autolesionista”. Inoltre “gli alunni di queste scuole- ha sottolineato Santerini- sono per meta’ nati e cresciuti in Italia, quindi non presentano problemi particolari dal punto di vista dell’adattamento. Piuttosto, vanno aiutati nell’acquisire una migliorepreparazione nell’italiano, necessario al successo scolastico. Questo vale anche per la maggior parte dei coetanei italiani, che hanno subi’to ildeclino della qualita’ della scuola ben prima dell’arrivo degli immigrati”.Piuttosto “occupiamoci di dispersione- ha concluso- Formiamo adeguatamente gli insegnanti, qualifichiamo la scuola invece di promuovere l’apartheid scolastico”. (Com/Wel/ Dire) 14:55 13-09-13

INTERROGAZIONE AL MINISTRO GIANNINI SULLE “LINEE GUIDA PER L’ACCOGLIENZA E L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI”

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – per sapere – premesso che:

in data 19 febbraio 2014 il MIUR ha emanato le nuove “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, allegate alla CM 4233/2014;

in più parti delle Linee guida si ribadisce che l’irregolarità nei documenti di soggiorno dei genitori non possa compromettere il diritto dei minori all’istruzione scolastica;

si nota, però, che al paragrafo 2.2 delle Linee guida si indica alle segreterie scolastiche di richiedere ai genitori, in allegato alla domanda d’iscrizione, la copia del loro permesso di soggiorno;

tale richiesta appare illegittima, poiché evidentemente in contrasto con quanto disposto dall’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 286 del 1998, ove si esclude l’obbligo di presentazione del permesso di soggiorno agli uffici delle pubbliche amministrazioni che ne fanno richiesta proprio per quanto concerne provvedimenti “attinenti alle prestazioni scolastiche obbligatorie”, nonché irragionevole, in quanto non si ravvisa l’utilità della presentazione del permesso di soggiorno dei genitori ai fini dell’iscrizione del minore;

si rileva inoltre come tale indicazione sia discriminatoria, in quanto in tal modo si inibisce l’iscrizione dei minori di cittadinanza non italiana, togliendo loro il superiore diritto all’istruzione scolastica -:

quali urgenti iniziative, anche di natura normativa, intenda il Ministro porre in essere al fine di sanare l’evidente criticità esposta in premessa;

se intenda il Ministro espungere dalle “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, allegate alla CM 4233/2014, al paragrafo 2.2, la richiesta del permesso di soggiorno dei genitori dai documenti necessari per iscrivere i minori di cittadinanza non italiana.

Milena SANTERINI

Presentazione libro “Occhi nel deserto” di Alganesh Fessah

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SCUOLA. SANTERINI (SC): BENE CARROZZA SU ISTITUTI MULTIETNICI: “CHI VUOLE CLASSI SEPARATE, VUOLE L’APARTHEID”

(DIRE) Roma, 13 set. – “Le scuole multietniche temute da alcuni genitori rispecchiano l’Italia di oggi, ringiovanita grazie ai figli degli immigrati.

La presenza di ragazzi di diverse provenienze non e’ un ostacolo all’apprendimento, ma una spinta verso una cultura meno provinciale, capace di raccogliere le sfide della cultura globale”.

Cosi’ in una nota il capogruppo di Scelta Civica in commissione Cultura della Camera, Milena Santerini, che ha aggiunto: “Condivido l’opinione del ministro Carrozza, rassicuriamo i genitori sull’opportunita’ di multilinguismo rappresentata da questi bambini, mentre chi vuole classi separate rischia solo di alimentare un razzismo di ritorno pericoloso e autolesionista”. Inoltre “gli alunni di queste scuole- ha sottolineato Santerini- sono per meta’ nati e cresciuti in Italia, quindi non presentano problemi particolari dal punto di vista dell’adattamento. Piuttosto, vanno aiutati nell’acquisire una migliorepreparazione nell’italiano, necessario al successo scolastico. Questo vale anche per la maggior parte dei coetanei italiani, che hanno subi’to ildeclino della qualita’ della scuola ben prima dell’arrivo degli immigrati”.

Piuttosto “occupiamoci di dispersione- ha concluso- Formiamo adeguatamente gli insegnanti, qualifichiamo la scuola invece di promuovere l’apartheid scolastico”. (Com/Wel/ Dire) 14:55 13-09-13