Viaggio in Germania fra i movimenti xenofobi

In Germania stanno creando preoccupazione movimenti xenofobi come Pegida (Partito europeo contro l’Islamizzazione dell’Ovest) o Legida (a Lipsia, assume il nome della città).
Sono andata a conoscerli a Dresda e Lipsia, a est, dove sono nati. Ogni lunedì sera, circondati dalla polizia, si riuniscono in piazza gruppi di uomini di mezza età, poche le donne, giovani con le divise tipiche della destra radicale, tutti con l’aria torva e aggressiva. L’Islam contro cui si mobilitano sembra più un simbolo che una realtà, dato che in quella zona gli immigrati sono solo il 2% e i musulmani lo 0,4%…Gridano slogan contro il Governo, contro gli immigrati , esprimono ostilità verso gli americani. Non si può dimenticare che siamo nelle città della “rivoluzione pacifica” del 1989. Oggi usano le stesse parole “noi siamo il popolo” non per ribellarsi a una dittatura sotto il tallone di Mosca, ma per inneggiare a Putin e chiedere di escludere gli stranieri. Incroci e contraddizioni della storia, che angosciano i tedeschi che nel dopoguerra hanno costruito un argine al razzismo e che si interrogano seriamente se dialogare o meno con questi gruppi. molte le analisi, che condivido: deficit di democrazia, voglia di sicurezza e ordine davanti a cambiamenti dovuto all’arrivo dei rifugiati (triplicati nel 2914), senso di esclusione dalle meraviglie del mondo globale..il problema davanti a queste contraddizioni è trovare soluzioni per la complessità. Destra e sinistra sono davvero superate, la storia si prende una rivincita ma si mischia con le paure del presente. Ci vuole molta creatività politica per non classificare subito in vecchie categorie e rispondere, invece, con strumenti nuovi. I neo-razzismi, l’antisemitismo,l ‘islamofobia,l ‘antigitanismo si presentano in forme nuove e vanno combattute con incisività politica e un paziente lavoro culturale.

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