Scuola:ddl;associazioni,9% stranieri,potenziare intercultura

Santerini(Pi-Cd),auspico accordo per valorizzare questi alunni
(ANSA) – ROMA, 29 APR – Potenziare l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda per gli studenti stranieri e puntare su una scuola dell’intercultura: sono alcune richieste di modifica all’art. 2 del ddl “La Buona scuola”, che diverse realta’ associative, tra cui Ismu, Fondazione Exodus, Cies,
Movimento politico per l’unita’, Rete scuole migranti, Comunita’di S.Egidio e WeWorld, rivolgono alla Commissione Cultura della Camera e ai parlamentari impegnati nella discussione del provvedimento.
In un documento comune, presentato oggi alla Camera, le associazioni ricordano che sono 800 mila gli alunni stranieri nelle scuole italiane, pari al 9% della popolazione scolastica:pertanto serve “una scuola in cui gli alunni ‘non piu’ stranieri’ siano considerati a pieno titolo cittadini”.
“Stiamo modificando il ddl – ha affermato Milena Santerini, capogruppo Pi-Cd in commissione Cultura – mi auguro che si trovi un accordo per valorizzare questi alunni non piu’ stranieri, con misure specifiche, come il potenziamento dell’insegnamento dell’italiano lingua seconda, ma anche introducendo l’intercultura come dimensione ordinaria e quotidiana nella scuola e nel curriculo”.
In particolare le realta’ associative chiedono che nel ddl venga “affermato chiaramente tra gli obiettivi lo sviluppo della dimensione interculturale nel curricolo scolastico e nella vita della scuola, anche attraverso l’apporto delle comunita’ di origine e dei mediatori culturali”; “si sviluppino competenze di cittadinanza attiva e democratica e interculturali”; “si potenzino i corsi di insegnamento intensivo della lingua italiana per i neo arrivati, da organizzare anche in collaborazione con gli enti locali e le associazioni del terzo settore e del volontariato”; “si assegni una quota dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa a funzioni di tutor, per la realizzazione di percorsi individuali di apprendimento e di didattica laboratoriale, nelle aree a forte processo migratorio o caratterizzate da elevati tassi di dispersione scolastica”.
Al di la’ del provvedimento in discussione, le associazioni auspicano infine l’approvazione della riforma di cittadinanza.(ANSA).

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