INTERVENTO AL CONSIGLIO D’EUROPA SUL NEO-RAZZISMO STRASBURGO,SETTEMBRE 2014

Ho molto apprezzato l’approccio della collega de Pourbaix Lundin sulla prevenzione e le strategie contro il neo-nazismo, un fenomeno inquietante per la sua diffusione tra i giovani. Vorrei sottolineare soprattutto la richiesta agli Stati di sviluppare strategie trans settoriali, cioè economichee sociali da un lato e educativo culturali dall’altra. Il pregiudizio, l’intolleranza e il vero e proprio razzismo nascono a livello individuale spesso per la fragilità delle personalità dei giovani ma crescono per la responsabilità della società stessa e a volte delle forze politiche. Mentre si condanna il razzismo, molti movimenti e rappresentanti politici creano il nemico, contrappongono un gruppo contro l’altro, umiliano le minoranze. Non esiterei nell’appoggiare le misure che colpiscono i cattivi maestri, corresponsabili dell’odio che si sparge in Europa.

Per quanto riguarda i giovani invece l’approccio non può essere solo punitivo ma di prevenzione, di cambiamento culturale, o creativo, come dice la proposta. Ogni forma di intolleranza o di neo-razzismo (antisemitismo, razzismo contro i migranti, antigitanismo contro i Rom, anti-islamismo) è diversa e va affrontata con strategie diverse. È importante la memoria con cui si ricordano gli esitcui può arrivare l’odio, è altrettanto importante capire come oggi i giovani nella crisi vivono la conflittualità con quelli che pensano diversi.

Ringrazio quindi la collega Yannakaki e i colleghi che aderiscono all’Alleanza parlamentare contro l’odio perché lavoreremo per condannare ogni forma di intolleranza soprattutto a livello politico ma cercheremo di sostenere le strategie di prevenzione e educazione nei confronti delle giovani generazioni che hanno ereditato un’Europa unita.

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