I diritti fondamentali, come quello di culto, devono essere garantiti al di là dei regolamenti.

La giunta del Comune di Sesto San Giovanni nega alla comunità musulmana locale l’uso del Palasport per celebrare la “festa del sacrificio”, come avveniva dal 2010. La festa era condivisa con esponenti della chiesa locale ed altre comunità religiose e mai aveva causato problemi di ordine pubblico. La Giunta ed il sindaco si trincerano dietro il regolamento stilato per la nuova gestione, che però non è ancora entrata in vigore e richiede 60 giorni di preavviso. Ma, anche se fosse già vigente questa regola, l’amministrazione sestese, non concedendo deroghe, pare voler lanciare al proprio elettorato il messaggio che non c’è spazio per i musulmani in città, reiterando le decisioni preannunciate in campagna elettorale e poi effettivamente assunte di non concedere uno spazio in cui la comunità islamica avrebbe costruito a proprie spese una moschea. 
Come presidente della ‘No Hate Coalition’ del Consiglio d’Europa, mi pare che quanto sta accadendo a Sesto mandi un segnale molto inquietante, lasciando in balia di regolamenti e giunte comunali diritti fondamentali sanciti dalla nostra costituzione come la libertà di culto. Auspico dunque che prevalga la saggezza è che sia data alla comunità musulmana, ed a tutti i sestesi che condividevano questo momento di festa, la possibilità di celebrarlo come negli scorsi 7 anni al Palasport. 

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