Comunità straniere e primarie di Milano:una novità politica

Trovo a dir poco surreale che si parli di ombre sulle primarie milanesi a proposito di sostegno “esterno” a Giuseppe Sala “da parte di elettori che poco hanno a che fare con il centrosinistra”, riferendosi al gruppo politico Democrazia solidale e ad alcune associazioni cinesi di Milano, facendo così intendere che ciò significa “cambiare il perimetro della coalizione” dichiara l’on Milena Santerini di Democrazia Solidale, oggetto di un attacco da parte del “Fatto Quotidiano” che ha titolato “primarie, Sala recluta i cinesi”.
Anzi tutto Democrazia solidale fa parte della maggioranza parlamentare di centro-sinistra. E a Milano fa parte della coalizione che ha indetto le primarie di centro-sinistra. È quindi del tutto infondato definirlo un appoggio esterno, ma probabilmente qualche giornalista non è bene informato.
Inoltre, perché una comunità come quella cinese che vive a Milano da cent’anni e che contribuisce in modo significativo alla vita economica, sociale e culturale della città non può partecipare alle primarie? E partecipare alle primarie significa, ovviamente, scegliere un candidato, sostenerlo pubblicamente e poi votarlo. Tanti sudamericani hanno fatto un appello al voto per Majorino. Allo stesso modo, un gruppo di associazioni cinesi ha dato indicazione di voto per Sala. Sono indicazioni di voto consapevoli, espresse da una comunità che intende partecipare sempre di più alla vita politica milanese.
Non capisco perché tanti immigrati che vivono da tempo in mezzo a noi siano pregiudizialmente considerati elettori che poco hanno a che fare col centrosinistra. Ritengo anzi che ci sia da chiedersi quanto abbia dei valori del centrosinistra chi contesta una libera scelta democratica come quella di fare un appello al voto alla luce del sole e la accusa di inquinare il processo delle primarie solo perché proviene da una comunità  di origine straniera.

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